C’è un momento preciso in cui il passato smette di essere nostalgia e diventa carburante per il futuro. Quel momento, per la scena heavy metal della Basilicata, ha un nome e un titolo ben precisi: i Serpent Circle e il loro album d’esordio, “The Eternal Instant”. Anticipato dal singolo specchietto della loro filosofia, “Break this silence”, il disco si presenta come un sasso lanciato nello stagno della musica dura, pronto a ridisegnare i confini del genere. L’operazione culturale e musicale è di quelle ambiziose: prendere l’heavy metal classico – quello fatto di precisione, potenza e sacralità – e cucirgli addosso un abito sartoriale completamente nuovo, decisamente più moderno. Il risultato? Sette tracce tutte d’un fiato, dove la tradizione non viene tradita, ma proiettata nel presente con una freschezza e un’impatto sonoro devastanti. Dietro questo progetto c’è la firma e la visione di uno dei volti più noti, stimati e attivi del metal in Basilicata: Donato Gallicchio. Una garanzia di passione e competenza che su questo debutto ha puntato moltissimo, investendo energia e credibilità. Al suo fianco, Gallicchio ha radunato una formazione intergenerazionale che fa della coesione la sua arma migliore. La sezione ritmica vede lo stesso Donato al basso dettare i tempi insieme alla batteria tellurica di Rocco, una colonna portante su cui si innesta l’intarsio micidiale delle chitarre di Mara e Antonio. A graffiare il tessuto sonoro ci pensa poi la voce di Giuseppe, capace di interpretare al meglio la doppia anima del gruppo, sospesa tra melodia e pura aggressività. Se “Break this silence” aveva il compito di rompere il ghiaccio (e il silenzio, letteralmente), le altre sei tracce che completano l’album non abbassano mai la guardia. “The Eternal Instant” è un lavoro estremamente tirato, privo di tempi morti o riempitivi. È energia pura tradotta in musica, un concentrato di riff d’acciaio che si stampano in testa fin dal primo ascolto. Ciò che colpisce maggiormente è la capacità della band di suonare contemporanea pur mantenendo intatta quell’epicità tipica delle grandi produzioni metal. Non è un’operazione nostalgia. E’ un manifesto programmatico: dimostrare che l’heavy metal ha ancora molto da dire, se masticato e risputato fuori con la giusta attitudine. Con “The Eternal Instant”, i Serpent Circle accendono un faro importante sulla vitalità del movimento underground lucano. Il silenzio è stato rotto, ora non resta che alzare il volume.