Usa-Cina, soft power e consenso globale

"L'aquila e il dragone" è il titolo del libro di Federico Mussuto, impegnato in un dottorato di ricerca all'Università di Perugia. Si è distinto nel panorama accademico nazionale ricevendo il prestigioso Premio America Giovani per la migliore tesi dedicata alla diplomazia culturale.

In un’epoca segnata da tensioni geopolitiche e una polarizzazione sempre più marcata tra le superpotenze mondiali, la forza militare e quella economica non sono più le uniche armi sul tavolo. Esiste un potere silenzioso, fatto di attrazione, cultura e influenza, capace di spostare gli equilibri globali senza sparare un solo colpo. Oggi abbiamo il piacere di ospitare in studio Federico Mussuto, una delle menti più brillanti della nuova generazione di studiosi di geopolitica. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali con un dottorato di ricerca conseguito presso l’Università di Perugia, Mussuto si è recentemente distinto nel panorama accademico nazionale ricevendo il prestigioso Premio America Giovani per la miglior tesi di laurea dedicata alla diplomazia culturale. Proprio da queste basi nasce il suo primo lavoro editoriale, “L’aquila e il dragone – diplomazia culturale e soft power nel conflitto sino-americano”, un volume che analizza con precisione chirurgica il duello tra Stati Uniti e Cina su un terreno spesso sottovalutato: quello del consenso globale.

Prima di addentrarci nell’intervista, è fondamentale capire il concetto che fa da filo conduttore al lavoro di Mussuto. Il termine soft power (potere morbido) è stato coniato dal politologo Joseph Nye negli anni ’90 e si distingue nettamente dall’hard power (potere coercitivo esercitato tramite la forza militare o le sanzioni economiche). Il soft power è la capacità di un Paese di influenzare il comportamento degli altri Stati e di ottenere i risultati desiderati non attraverso la forza, ma attraverso l’attrazione e la persuasione. In parole semplici, un Paese esercita  soft power quando gli altri vogliono seguirlo perché ne ammirano i valori, la cultura, i modelli educativi o le politiche sociali.

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