Martedì 30 giugno alle 20.30, sulle terrazze de Le Monacelle a Matera, VivaVerdi Multikulti, la rassegna ideata e prodotta da Arterìa – Associazione d’arte e cultura Aps, inaugura la sezione estiva della sua trentesima edizione con un concerto evento dedicato a una delle figure più influenti della scena art-rock internazionale. Steven Brown Trio sale sul palco per presentare “In This Very World”, il nuovo album pubblicato dall’etichetta Crammed Disc/Pias nell’aprile 2026, in un programma che rende omaggio al repertorio storico dei Tuxedomoon.
Accanto a Steven Brown, voce, sassofono, clarinetto, piano e tapes, storico leader dei Tuxedomoon, si esibiscono Luc van Lieshout, anch’egli storico componente della band, alla tromba, al flicorno e all’armonica, e Benjamin Glibert, dei francesi Aquaserge, alla chitarra e al contrabbasso.
Il Tour
Il tour dello Steven Brown Trio porta sui palchi lo storico fondatore dei Tuxedomoon, impegnato a presentare dal vivo il suo ultimo lavoro solista, In This Very World, uscito nella primavera del 2026 per la prestigiosa etichetta Crammed Discs. Sul palco prende corpo un’atmosfera intima, minimale e raffinata, in cui il jazz sperimentale dialoga con forme neoclassiche, suggestioni ambient e quella attitudine post-punk che resta la firma più riconoscibile di Brown.
Ogni concerto si costruisce come un attraversamento tra epoche, alternando il nuovo repertorio a incursioni nella storia della band. Tra i brani più recenti spiccano l’evocativa Pyramides, lo strumentale da camera Nakba e una rivisitazione di rilievo come la cover di Panic in Detroit di David Bowie, capace di restituire intatta la sua tensione narrativa in una veste del tutto nuova. Non manca naturalmente la memoria dei Tuxedomoon, richiamata in versioni intime e spogliate di pezzi entrati nella storia della scena wave come In a Manner of Speaking, Some Guys e Muchos Colores. A completare il viaggio arrivano alcuni estratti da El Hombre Invisible, l’album solista del 2022 che aveva già confermato la vitalità creativa di Brown lontano dalla band che lo ha reso celebre.
Il risultato è un live che non si limita a celebrare un percorso, ma lo rilegge, restituendo a ogni canzone, vecchia o nuova, la stessa urgenza espressiva.
L’album
“In This Very World” nasce dall’incontro tra memoria personale e ricerca sonora. Registrato tra Bruxelles e il Messico, il disco affianca brani inediti a riletture dal vivo del repertorio storico dei Tuxedomoon, intrecciando suggestioni letterarie, cinematografiche e politiche insieme ai riferimenti alla vita di Brown a Oaxaca, dove l’artista risiede da anni. Il lavoro alterna canzoni di matrice poetica a pagine strumentali evocative, costruite prevalentemente su ottoni e pianoforte, tra jazz sperimentale e forme di scrittura neoclassica. Tra i brani spiccano due reinterpretazioni di rilievo, il Waltz No. 2 di Dmitri Shostakovich e “Panic in Detroit” di David Bowie, a conferma della vocazione di Brown a un songwriting che attraversa generi e epoche senza tempo.
La critica musicale italiana ha accolto con favore il nuovo lavoro, sottolineando la capacità di Brown di bilanciare l’eredità sofisticata dei Tuxedomoon con suggestioni di matrice più popolare e cantautorale, e la continuità di una ricerca artistica che da decenni rifugge gli stereotipi del mainstream.
Chi è Steven Brown
Cantante e polistrumentista statunitense, Steven Brown è il leader storico dei Tuxedomoon, formazione fondata nel 1977 e divenuta tra le più influenti della scena No Wave newyorkese e dell’art-rock degli anni Ottanta, in un linguaggio sospeso tra sperimentazione, elettronica e narrazione.
Trasferitosi in Messico nel 1993, Brown ha proseguito un percorso da solista affiancato a nuove formazioni come Nine Rain, Ensemble Kafka e Cinema Domingo Orchestra, componendo musica per cinema, teatro e danza per artisti quali Wim Wenders, Patrice Chéreau, Maurice Béjart e Thierry Smits. Tra i suoi lavori su commissione figurano le colonne sonore per il film muto incompiuto “Que Viva Mexico!” (1930) di Sergej Ėjzenštejn e per le prime statunitensi dei restauri di “Algol” (1920) di Hans Werckmeister e “Destiny” (1921) di Fritz Lang.
Nel 2010 ha ricevuto una nomination all’Ariel, l’equivalente messicano dell’Oscar, per la colonna sonora del documentario “El Informe Toledo”, dedicato al pittore, scultore e attivista Francisco Toledo. Ha inoltre contribuito, insieme ai Tuxedomoon e ai Cult With No Name, alla colonna sonora di “Blue Velvet Revisited” (2015), documentario sulla realizzazione del classico di David Lynch “Blue Velvet”. Dopo l’album da solista “El Hombre Invisible” (2022), Brown torna nell’aprile 2026 con “In This Very World”, ancora per l’etichetta Crammed Disc/Pias.