Una tradizione antica che ritorna di moda diventando il collante della comunità. Nati originariamente in contesti rurali, quando non tutte le famiglie possedevano un forno domestico, oggi i forni di comunità stanno vivendo una rinascita come luoghi di aggregazione sociale e culturale.
Quando non tutte le famiglie potevano permettersi un forno domestico, queste strutture hanno rappresentato un tassello importante per le comunità. A turni o in occasione di giornate prestabilite, si cuoceva il pane per la settimana, si scambiavano consigli, ricette, notizie. Un’abitudine che non rappresentava molto di più del gesto quotidiano: rappresentava un momento di coesione sociale, uno spazio di solidarietà e trasmissione culturale. Partendo da queste solide radici, è nato in Basilicata il primo esempio virtuoso di forno di comunità a Savoia di Lucania grazie a un bando del Gal Percorsi e collaborazione tra pubblico e privati, con il sostegno dell’amministrazione comunale. Per non perdere l’eredità preziosa dell’unico forno che dagli ’60 era portato avanti dalla fornaia Maria Felitti, poi dalla figlia Giuseppina (in pensione) e successivamente dalla figlia di Giuseppina, Filomena, la cooperativa Verdespina ha pensato di appropriarsi di quei saperi che rischiavano di perdersi. Una realtà di 27 socii, tra sostenitori e soci lavoratori, hanno fondato la cooperativa (di cui fanno parte anche la signora Maria e sua figlia) che prende il nome da una strofa di un canto popolare salsiano “Vules rvndá na verdspina”, ossia “vorrei diventare una verdespina”. In questa strofa è custodita l’immagine potente dell’arbusto selvatico, spinoso, difficile da estirpare che è segno di un territorio poco antropizzato, talvolta marginalizzato, ma vivo. Recuperata anche una tradizione gastronomica unica nel suo genere: il tarallo di San Rocco. Un biscotto con pasta di pane che una volta sfornata viene tenuto al caldo in coperte di lana per mantenere la sua peculiarità e morbidezza e riposti in grosse ceste di vimini. Ospiti della puntata di Caleidoscopio Antonella Giosa, presidente della cooperativa Verdespina e Caterina Salvia, presidente del Gal Percorsi.
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