“Una task force ha messo ordine in quello che era il flusso migratorio stagionale di extracomunitari che si spostano nelle campagne dell'Alto Bradano per la raccolta del pomodoro ed oltre.
Gli interventi degli anni passati – commenta Pio Abiusi (Associazione Ambiente e Legalità) – non erano organici” e i lavoratori migranti “si accampavano in luridi tuguri privi di acqua ed energia elettrica e manco a pensare ad eventuale forme di riscaldamento qualora ce ne fosse stato bisogno. In questo marasma a trarne beneficio erano spesso soccorritori, semmai caporali che facevano i loro piccoli affari speculando sulla disgrazia altrui”.
“Per la prima volta l'intervento è stato organico, semmai con un certo ritardo. Sono state create – sottolinea Abiusi – due sistemazioni decorose una a Venosa e l'altra a Palazzo S. Gervasio dotate di servizi igienici, di servizio mensa, di radiatori per riscaldare i locali oltre ad organizzare in maniera organica l'assistenza sanitaria e che negli ultimi anni era garantita in maniera generosa da Emergency. Non solo la sistemazione logistica è stata assicurata ma anche l'avviamento al lavoro è garantito secondo termini legali e trasparenti”.
“E' chiaro che se togli l'osso a qualcuno – sostiene ancora Abiusi – quello trova tutti i pretesti per risentirsi. E' encomiabile e genuino il desiderio degli amministratori pubblici di constatare “de visu” che quelle cose alle quali loro stessi hanno creduto si sono finalmente realizzate ma non possiamo non ricordare che quei campi non sono degli Zoo da visitare a piacimento. In quei campi ci sono persone che svolgono la loro vita di concerto con l'attività lavorativa e vi sono volontari addetti a prestare la loro opera a che la giornata si svolga in maniera regolare e dignitosa.
Non è complicato, crediamo, concertare – conclude – le visite con la direzione dei campi sia per massimizzare il risultato della visita sia per non intralciare l'attività che in essi si svolge”.
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