C’è un’immagine che più di ogni altra racconta la Basilicata, alle prese con il fantasma dello spopolamento e con il silenzio che si mangia i borghi. È l’immagine di un campo da gioco dove non importa se corri sulle tue gambe o se lo fai spingendo le ruote di una wheelchair. Perché lo sport, quello vero, non chiede permessi: unisce e basta. Il progetto multidisciplinare “Tra sport e amicizia. Gioca, cresci insieme” nasce proprio qui, tra le pieghe di una regione che ha fame di partecipazione. Si tratta di un percorso lungo nove mesi, una roadmap educativa che mette al centro bambini e ragazzi dai 5 ai 17 anni. A guidare questa “rivoluzione silenziosa” c’è il Nuovo Circolo Tennis Potenza, insieme all’Asd Tweener e all’Athos Tennis Club. Hanno messo in piedi un laboratorio di idee dove il tennis, il padel e l’innovativo pickleball diventano il pretesto per imparare a stare insieme. Ma non si sono fermati alla racchetta. Hanno coinvolto mental coach, nutrizionisti e fisioterapisti perché la crescita di un ragazzo passa per la testa, per il cibo e per la cura del corpo.
Il progetto si articola in tre fasi: si parte dalle attività settimanali per otto settimane, fatte di allenamenti e laboratori sociali dove si impara il fair play prima ancora del dritto. Poi arrivano gli eventi intermedi, gli open day con le famiglie per ricucire il tessuto della comunità. E, infine, la grande manifestazione conclusiva, un momento conviviale dove il risultato conta meno dell’abbraccio tra i partecipanti. Si punta a coinvolgere fino a mille giovani. Ma oltre le cifre resta il valore di un messaggio che arriva forte: lo sport è un linguaggio comune che abbatte le barriere. In una regione che rischia di perdere la propria identità, investire in queste iniziative significa dare un futuro ai nostri territori, rendendoli vivi, inclusivi e, soprattutto, partecipativi. Perché, come dicono gli organizzatori, “cresciamo insieme, sempre”. Ed è proprio in quel “sempre” che si nasconde la speranza di una rinascita che parte da un campo da tennis a Baragiano Scalo o a Tito . Una partita che non finisce al fischio finale, ma che continua ogni giorno nella costruzione di una comunità più coesa.