Dialoghi con Cicerone, oltre i confini della storia

Sabato 14 marzo, alle 17, il Museo Archeologico “Dino Adamesteanu” di Potenza ospita la presentazione del libro scritto da Gianfranco Blasi e Aldo Noviello. Nel corso della serata è prevista una drammatizzazione teatrale che incrocia il pensiero di Cicerone e le suggestioni di Sam Shepard.

C’è un’idea distorta, quasi polverosa, che circonda i giganti del passato. Li immaginiamo immobili, confinati nei busti di marmo delle nostre biblioteche, condannati a un’eternità di citazioni latine buone solo per i discorsi d’occasione. Ma la storia, quella vera, non è un archivio statico: è un organismo che pulsa, a patto che ci sia qualcuno capace di interrogarlo con la giusta irriverenza. Sabato 14 marzo, alle 17, il Museo Archeologico “Dino Adamesteanu” di Potenza si trasformerà in un laboratorio di questo cortocircuito temporale. Tra le mura di Palazzo Loffredo viene presentato “Dialoghi con Cicerone – Oltre i confini della storia”, il volume firmato da Gianfranco Blasi e Aldo Noviello (Edizioni Il Segno). Un’operazione che, sulla carta, potrebbe sembrare un esercizio per accademici, ma che nella realtà mira dritto al cuore della nostra contemporaneità. Blasi e Noviello non si limitano a omaggiare l’oratore di Arpino. Lo “scomodano”. Lo portano a spasso tra i dubbi, le fragilità e le contraddizioni dell’uomo del Duemila attraverso una forma dialogica che rompe gli argini del tempo. L’iniziativa, promossa dall’Accademia Tiberina – Sezione della Lucania e da Scena Mediterranea (fondata da Mariano Paturzo), punta a dimostrare che le categorie ciceroniane – l’etica, il dovere, la ricerca della verità – non sono affatto reperti archeologici, ma bussole ancora attive per orientarsi nel caos odierno. Ma non aspettatevi la solita liturgia della presentazione editoriale con il tavolo dei relatori e i volti annoiati in platea. Qui la cultura si fa carne e suono. La serata vivrà di una contaminazione audace: la drammaturgia di Aurelio Gatti metterà in scena un incontro impossibile, dove il pensiero di Cicerone incrocerà le suggestioni di Sam Shepard, il cowboy della letteratura americana del Novecento. Un ponte teso tra il foro romano e le polveri del West, interpretato da Simona Esposito con il contrappunto malinconico e profondo del violoncello di Vito Stano. È il teatro che si riappropria della sua funzione: non solo intrattenimento, ma strumento di indagine civile.
A discutere del volume, coordinati dalla curatrice Gabriella Quaglia, interverranno Nicola Pascale, presidente dell’Accademia Tiberina lucana, e il latinista Francesco Lioi. Saranno presenti anche gli autori, pronti a raccontare una sfida letteraria che ha il sapore di un confronto necessario. In una città che spesso fatica a trovare spazi di dibattito che non siano banali, l’appuntamento di Palazzo Loffredo è un segnale. Riscoprire Cicerone oggi non significa guardare indietro, ma avere il coraggio di guardarsi allo specchio. Senza sconti.

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