“La manifestazione promossa da Libera deve aiutarci a recuperare il senso di una giustizia etica, morale, di valori, di parità di tutti dinanzi alla legge”
“La Basilicata è terra di mafia? Certamente no, rispetto al significato che questa espressione ha assunto nell’uso corrente, quando per mafia si intendono gruppi criminali organizzati dediti allo spaccio di droga, allo sfruttamento della prostituzione, ad efferati delitti. Il giudizio, tuttavia, tende pian piano a modificarsi se facciamo mente locale a comportamenti ambigui (non solo da parte della classe politica), a pratiche amministrative non sempre trasparenti, alla diffusa tendenza ad interpretare le leggi per gli ‘amici’ e ad applicarle per i ‘nemici’, a chiedere il rispetto delle regole per gli altri e le eccezioni per noi stessi”. Lo sostiene il consigliere regionale dell’Api, Alessandro Singetta.
A parere dell’esponente dell’Api in Consiglio regionale “tutto ciò, tuttavia, non è tale da far annoverare la Basilicata tra le regioni afflitte dal cancro della mafia; in ogni caso, dinanzi ad alcuni episodi di un passato non certo remoto, l’attenzione deve rimanere alta ed i controlli devono aumentare in quantità ed incisività”. “Ed allora – si domanda Singetta – che senso ha la manifestazione promossa da Libera? Un significato molto importante, ovvero quello di una regione che non può dirsi indenne da fenomeni malavitosi, ma che ha ancora la forza per emarginarli ed annientarli, facendo emerge in pieno la dignità del popolo lucano, come anche in altre occasioni (Scanzano in primis) è avvenuto. Tuttavia, alcuni gravi fatti sono accaduti anche nella nostra regione ed in particolare a Potenza: senza voler tralasciare la morte di Vincenzo Di Mare o di Luca e Marirosa (per le quali ancora non si può parlare con certezza di eventi dolosi), la morte di Elisa Claps da un lato e di Giuseppe Gianfreda dall’altro sono episodi che, pur nettamente contrapposti nelle modalità, nei protagonisti e nei responsabili, lasciano, ancora a distanza di tanti anni, un cupo alone di mistero che non giova all’immagine della città e al ‘clima’ che si respira”. “Per carità – prosegue Singetta – nessun fraintendimento: l’accostamento dei nomi deriva solo dal fatto che eventi così gravi non sono ancora stati del tutto risolti, con una verità che per fortuna sembra farsi più vicina nel caso di Elisa Claps. Ma, certo, è stato detto più volte ma non è inutile ribadirlo, è inconcepibile quell’efferato omicidio avvenuto in pieno centro di una domenica mattina ed è ancor più intollerabile che a distanza di tanti anni la verità stenti a venire a galla! Il mio augurio è che la manifestazione promossa da Libera possa apportare, al di fuori di estremismi e di posizioni preconcette, la spinta decisiva per far luce sulla vicenda. Chi ha sbagliato deve pagare, ma stando attenti a non far pagare ad altri il prezzo di colpe non proprie, sotto la foga di un giustizialismo che non ha mai aiutato l’accertamento della verità. Verità che non può essere oggetto di proprietà esclusiva di qualcuno, ma frutto del lavoro di pochi e delle cure di tanti. In Italia, spesso, ci si entusiasma dinanzi alla proposta meramente declamatoria di nuovi principi, fini e valori, dimenticando poi di verificare i risultati prefissati”.
“Oggi – conclude il consigliere – ci sono troppe reciproche invadenze tra giustizia e politica: vi è un notevole scollamento tra la collettività ed il suo senso di giustizia, tra i cittadini e la politica. La manifestazione promossa da Libera deve aiutarci anche a recuperare il senso di una giustizia etica, morale, di valori, di parità di tutti dinanzi alla legge”.