Il Ministero della Cultura istituisce ufficialmente il Premio Olivetti per l’accessibilità culturale. L’iniziativa si ispira all’eredità di Adriano Olivetti – imprenditore lungimirante e pioniere di un nuovo modello sociale – e ai princìpi della Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa. L’obiettivo è valorizzare i progetti capaci di abbattere le barriere d’accesso alla cultura, stimolare la partecipazione attiva delle comunità, generare inclusione sociale e promuovere lo sviluppo umano attraverso il patrimonio e il welfare culturale. Nel solco di questa visione il Premio assume un significato profondo per il Sud Italia e, in particolare, per Matera. Fu proprio la città dei Sassi a diventare, negli anni ’50, il grande laboratorio a cielo aperto dell’utopia olivettiana. Attraverso la Commissione per lo studio della città e del territorio di Matera, Adriano Olivetti promosse un approccio integrato in cui architettura, sociologia e cultura si fondevano per restituire dignità e centralità alla comunità locale. Oggi, lo spirito di quell’esperimento straordinario si riflette in questo riconoscimento, che intende identificare e diffondere sul territorio nazionale lo stesso modello di riscatto culturale e coesione comunitaria che ha anticipato di decenni la rinascita di Matera. “Il Piano Olivetti interpreta la cultura nella sua più profonda vocazione sociale”, dice il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “Per questo motivo, il Premio intende valorizzare quelle esperienze che trasformano il patrimonio e la creatività in strumenti concreti di partecipazione, inclusione e crescita condivisa. È un riconoscimento dedicato alle realtà che stringono un legame indissolubile tra cultura e comunità, mantenendo viva la lezione di Adriano Olivetti”.
“In Italia esistono moltissime realtà capaci di costruire relazioni, generare opportunità e rafforzare il senso di appartenenza ai territori, proprio come Olivetti fece storicamente nei contesti più sfidanti, da Ivrea a Matera”, aggiunge Stefano Lanna, Direttore generale del Piano Olivetti per la Cultura. “Il premio vuole riconoscere il valore di queste esperienze e promuoverle come modelli virtuosi per l’intero sistema culturale nazionale”. Il bando è aperto a imprese pubbliche e private, istituzioni culturali, enti del Terzo Settore, organizzazioni della società civile, comunità locali e istituti del Ministero della Cultura. I progetti candidabili sono suddivisi in quattro ambiti strategici: Musei, patrimonio culturale e territorio (riservato ad archivi, biblioteche, parchi archeologici, soprintendenze e istituti culturali); Attività culturali (rivolto a organizzatori di festival, compagnie teatrali e di danza, istituzioni musicali, editori, librerie e associazioni); Welfare aziendale e rigenerazione culturale (dedicato ai progetti d’impresa volti a favorire il benessere culturale dei lavoratori e a consolidare il legame con il territorio); infine, una sezione speciale è riservata ai Progetti sperimentali degli istituti del MiC, destinata alle strutture del Ministero che hanno sviluppato modelli d’inclusione innovativi e replicabili su scala nazionale.
Le candidature saranno valutate da una commissione di esperti nominata dal Ministero della Cultura. È possibile presentare la domanda esclusivamente online attraverso il portale dedicato: ic-vepp.cultura.gov.it. Il termine tassativo per la presentazione delle domande è fissato al 15 settembre 2026, mentre la pubblicazione degli esiti della selezione avverrà entro il mese di novembre 2026.