Rassicurazioni dai risultati del monitoraggio voluto dal Dipartimento Ambiente della Regione e realizzato dall’Arpab. Rilevanza radiologica lontana, ci sono zero rischi
Il passaggio della nube radioattiva sprigionata dalla centrale giapponese di Fukushima nei cieli della Basilicata ha prodotto un leggero aumento dei valori di radioattività rispetto alla situazione “di fondo” (ossia quella rilevata in assenza del fenomeno) ma comunque restando molto al di sotto del limite di rilevanza radiologica. Lo comunica il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata che tramite l’Arpab ha tenuto costantemente sotto controllo la situazione già da quando è stata notizia del passaggio sull’Italia della nube, nonostante le assicurazioni fornite già alla vigilia dall’Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale), a cui pure Regione e Arpab stanno trasmettendo i dati rilevati. In particolare, seguendo le indicazioni dello stesso Ispra, sono stati effettuati monitoraggi sulla presenza dell’isotopo Iodio 131 nell’aria e di tracce dello stesso isotopo al suolo. Pur in presenza delle variazioni nelle misurazioni di cui si è detto si conferma comunque la assenza di qualsiasi rischio. Anche se le indicazioni degli esperti annunciano una progressiva normalizzazione della situazione, il Dipartimento Ambiente della Regione assicura che in collaborazione con l’Arpab continuerà a tenere la situazione sotto controllo.
Per avere un’idea della variazione, a quanto assicurano gli esperti, una esposizione totale alla nube per 4 giorni (cioè vivere 4 giorni al centro della stessa) porterebbe a un aumento dello 0,02 per cento della radioattività con cui una persona viene normalmente a contatto. Questo nel periodo di maggiore forza energetica nell’isotopo iodio 131 che che in realta' dimezza la sua radioattività ogni 8 giorni.
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