Dopo una lunga fase di progettazione, nell’ambito degli interventi previsti per il PNRR, per il Museo Archeologico Nazionale ‘Domenico Ridola’ si avvia una fase di rinnovamento con l’obiettivo strategico di potenziarne la funzionalità e l’attrattività.
Si tratta di un intervento integrato che, prendendo avvio dall’efficientamento energetico e dall’intervento di recupero e riqualificazione degli ambienti che compongono il complesso, porterà alla realizzazione di un museo pienamente accessibile, più coinvolgente per il pubblico e capace di valorizzare il proprio patrimonio. Il risultato atteso è un percorso espositivo innovativo e di alto profilo scientifico, con l’implementazione degli spazi e delle funzioni dedicate alla didattica.
Per consentire lo svolgimento di questi importanti lavori, il Museo Ridola resterà chiuso al pubblico a partire da lunedì 7 aprile.
“Durante il periodo di chiusura del Museo Ridola, invitiamo i visitatori a scoprire il Museo di Palazzo Lanfranchi, che con il recente allestimento racconta la storia delle arti della Basilicata dal medioevo, con l’arte sacra, passando per il collezionismo del Seicento, con la Collezione D’Errico, fino al Novecento, con le opere di Levi e di Guerricchio” si legge in una nota. “Da non perdere, inoltre, la nuova Sezione Etnografica allestita presso l’ex Ospedale San Rocco con la mostra “A cì appartjn? Vicinati. Etnografie di oggetti” che offre un’immersione nella cultura e nella tradizione agropastorale lucana attraverso una collezione unica e suggestiva ed esplora il concetto di “vicinato” come spazio evocativo dove persone e oggetti coesistono, combinando funzionalità pratica, simbolismo e bellezza estetica”.