“Hirundini”, nuovo disco di marca lucana

La voce di Hiram Salsano, attraversata da una timbrica arcaica, diventa veicolo espressivo di un repertorio che conserva tracce profonde, mentre la chitarra battente di Marcello De Carolis ne espande il linguaggio, trasformandola in strumento melodico e ritmico.

“Hirundini” è il nuovo album di Hiram Salsano e Marcello De Carolis, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico per MaDe Sound Records a partire da oggi. Il progetto nasce dall’incontro tra memoria e trasformazione, che prende forma a partire da canti della tradizione orale dell’Italia meridionale, rielaborati attraverso una scrittura contemporanea che non mira a conservarli, ma a rimetterli in movimento. A legare l’intero lavoro è una riflessione sul femminile e maschile nel Meridione italiano: un’indagine che attraversa tematiche, contraddizioni e resilienze di contesti in cui la tradizione può diventare sia radice che limite. Hirundini prova così a rileggere e mettere in discussione immaginari ancora presenti, dando voce a una prospettiva che nella trasmissione orale spesso resta implicita o irrisolta.

Al centro del disco si sviluppa la relazione tra voce e chitarra battente, in un dialogo continuo tra ritmo e racconto, tra materia sonora e gesto musicale. «Non ci interessava lavorare sulla tradizione come archivio, ma come spazio vivo — raccontano Hiram Salsano e Marcello De Carolis — qualcosa che potesse ancora muoversi, cambiare forma, entrare in relazione con il presente. Abbiamo costruito un linguaggio in cui voce e chitarra battente non sono accompagnamento l’una dell’altra, ma due corpi che respirano insieme, si trasformano, si inseguono. “Hirundini” è un attraversamento: un andare e tornare continuo tra ciò che siamo stati e ciò che stiamo diventando».

La voce di Hiram Salsano, giovane ma attraversata da una timbrica arcaica, diventa veicolo espressivo di un repertorio che conserva tracce profonde, mentre la chitarra battente di Marcello De Carolis ne espande il linguaggio, trasformandola in strumento melodico, ritmico e percussivo. I brani raccontano storie di amore, attesa, fuga e desiderio, spesso sospese tra regole sociali e tensione verso la libertà. Ricorrono immagini come il viaggio, il distacco, il ritorno, la distanza tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere: la rondine, da cui il titolo dell’album, diventa simbolo di questo movimento continuo, una traiettoria identitaria che attraversa tutto il progetto.

Dal punto di vista sonoro, “Hirundini” costruisce un equilibrio tra elementi acustici e una sensibilità produttiva contemporanea: l’uso della chitarra battente come corpo percussivo, i loop vocali e ritmici e interventi di elaborazione sonora discreta definiscono uno spazio in cui la tradizione si trasforma in linguaggio attuale. Più che una raccolta di brani, il disco si configura come un percorso, un attraversamento che mette in relazione passato e presente restituendo alla tradizione una dimensione aperta e in continua evoluzione. Dal punto di vista narrativo, il disco si muove attraverso quadri sonori distinti ma interconnessi.

“Malandrina” Un amore ostacolato dal controllo sociale, riletto oggi come riflessione sulla libertà; “Tirolla” costruisce un mondo capovolto tra ironia e tensione al cambiamento; nella title track “Hirundini” la rondine diventa simbolo di un messaggio intimo: una lettera all’amore per sé stessi. Un invito a liberarsi e a danzare senza limiti, “comme a’na paccia”, oltre ogni regola; “Fronni D’Alia” è una storia di ribellione femminile contro un destino imposto. La voce della nonna di De Carolis custodisce la memoria e trasforma il brano in un gesto di continuità tra generazioni; “Uelì” si muove tra perdita e distanza, omaggiando l’energia espressiva di Antonio Infantino; “Lucana” esplora un paesaggio strumentale essenziale; “Vocula” apre uno spazio intimo tra ninna nanna e rito; “Te pretienne” alterna dispetto e protezione verso la persona amata; “Sona chitarra” è un’invocazione alla chitarra, chiamata a farsi voce del messaggio d’amore verso l’amato. Il brano si sviluppa in una tarantella vivace, tra immagini e ironia, nel solco della tradizione del Sud Italia; “Olio” richiama un mondo arcaico fatto di lavoro, rituali e credenze. L’olio, “oro verde”, diventa simbolo di vita e mistero, accompagnato da voci che sostengono il gesto collettivo; “Roosting” è un canto d’amore intimo, in cui l’amato viene custodito nel cuore come simbolo di protezione e legame duraturo; mentre “Fronni ~ (Teo De Bonis Remix)” chiude il percorso con una rielaborazione elettronica che riporta il suono alla sua origine, completando un ciclo che richiama il movimento delle rondini.

Il disco è stato registrato e mixato da Marcello De Carolis presso il MaDe Sound Studio di Potenza, con mastering curato da Alessandro Luvarà allo SpainAudio Studio di Molochio (RC); il mix in Dolby Atmos della traccia “Hirundini” è stato realizzato da Sabino Cannone presso il MoReVox a Milano, mentre la traccia “Fronni ~ (Teo De Bonis Remix)” è stata mixata e masterizzata da Teo De Bonis. Le fotografie sono firmate da Vito D’Andrea, la grafica è a cura di Iconica Plexa (Salerno) e la stampa è realizzata da AMG Disk (Napoli). L’album è pubblicato da MaDe Sound Records

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