Nuovo episodio di “L’arte di raccontarsi”, rubrica realizzata dall’Ufficio stampa della Giunta regionale della Basilicata e curata da Katia Mancusi, con una puntata dedicata a Maria Ditaranto, artista nata a Putignano e lucana d’adozione, che vive e lavora a Potenza, esponendo le proprie opere in Italia e all’estero.
Nel corso dell’intervista, Ditaranto ripercorre il proprio percorso formativo e artistico, iniziato nel campo della grafica pubblicitaria e progressivamente evoluto in una pratica pittorica matura e consapevole. La sua ricerca si sviluppa attraverso un processo continuo di sperimentazione, nel quale ogni lavoro contribuisce alla definizione di una cifra stilistica in costante evoluzione.
Alla base della produzione vi è un articolato lavoro progettuale che precede la realizzazione sulla tela. Le opere nascono da suggestioni visive, musicali o letterarie e si sviluppano nel tempo, fino a tradursi in immagini che conservano la stratificazione del pensiero. La pittura si costruisce per livelli, attraverso l’uso di colori ad olio e interventi materici, in un equilibrio tra struttura e trasformazione.
Elemento distintivo della ricerca è la rappresentazione del corpo umano, spesso privo di una definizione di genere e collocato in spazi sospesi, privi di coordinate temporali e ambientali. Le figure si muovono in dimensioni astratte, dove la materia si confronta con l’assenza di spazio e il reale dialoga con il surreale.
Accanto alla centralità del corpo emerge un costante riferimento alla natura. Parti anatomiche che si trasformano in germogli, elementi vegetali che si fondono con la figura umana, in una continua osmosi che richiama il ciclo vitale e il rapporto originario tra essere umano e ambiente.
Tra le esperienze più significative del suo percorso, il progetto “Arte nel vento”, nato durante la pandemia e sviluppato insieme ad altre artiste italiane, con l’esposizione di grandi teli dipinti sui balconi delle città. Un’iniziativa che ha unito arte e spazio pubblico, generando nuove forme di condivisione e visibilità.
La ricerca di Ditaranto si orienta oggi verso la sperimentazione di nuovi supporti e formati, con opere che superano la bidimensionalità della tela per acquisire una dimensione installativa. Parallelamente, l’artista lavora alla costruzione di nuove iconografie capaci di rappresentare l’uomo contemporaneo, in una riflessione che intreccia spiritualità, identità e trasformazione.
Nel dialogo emerge infine un’attenzione al tema del contatto umano, in particolare attraverso lo sguardo e il gesto. Le mani e gli occhi diventano strumenti di relazione, elementi centrali di un linguaggio visivo che invita a riscoprire una dimensione autentica e condivisa dell’esistenza, in un tempo segnato da isolamento e frammentazione.