In seguito all’armistizio che metteva fine all’alleanza con Hitler, i soldati italiani vennero a trovarsi senza ordini e senza direttive. L’Italia, di fatto, fu consegnata ai Tedeschi, i quali, da alleati, divennero occupanti. Circa 700.000 soldati furono fatti prigionieri dai tedeschi con l’obbligo di scegliere tra continuare a combattere al loro fianco e la Repubblica di Salò o essere deportati nei campi di concentramento. La stragrande maggioranza scelse di non combattere con la Germania e per Mussolini. La conseguenza fu l’avvio dei prigionieri verso i lager, su carri bestiame, in condizioni penose e umilianti. Nei lager, gli Internati Militari Italiani (I.M.I.) dovettero sottostare alla rigida disciplina, alle sadiche punizioni, sopportando la fame terribile, il rigore del clima, la sporcizia, i parassiti, la mancanza di notizie da casa, la lenta distruzione della loro personalità. Una prigionia, che è stata una vera e propria Resistenza combattuta senz’armi nella stessa terra di Germania, ma con la sola forza della volontà e dello spirito, espressa con una piccola ma grande parola: NO!
Nel libro Le storie dimenticate dell’8 settembre 1943, gli autori Franco Villani e Italo Cernera, forniscono precise indicazioni per effettuare ricerche sui deportati, prigionieri di guerra, rientrati, deceduti di ogni paese.
Ad Avigliano, secondo i registri della Croce Rossa Italiana, furono 88 gli Internati Militari che nel 1945 rientrarono a casa. Agli eredi dei sopravvissuti ai lager verrà consegnata una pergamena-ricordo del loro rifiuto ad ogni forma di collaborazione con il regime nazifascista.
Interverranno: Giuseppe Mecca Sindaco del Comune di Avigliano, Angela Maria Salvatore Assessore alla Cultura, Nicola Lisanti storico, Italo Cernera e Franco Villani autori.