Nuova puntata della rubrica “L’arte di raccontarsi”, realizzata dall’Ufficio stampa della Giunta regionale della Basilicata e curata da Katia Mancusi, dedicata ad Anna Maria Moramarco, architetto e pittrice nata a Matera e residente a Potenza, artista che ha costruito la propria identità creativa attraversando linguaggi differenti e facendo della pittura uno spazio di riflessione sull’essere umano, sulle emozioni e sulle trasformazioni della contemporaneità. Nel corso dell’intervista, Moramarco ha ripercorso le origini del proprio rapporto con l’arte, nato sin dall’infanzia grazie a un ambiente familiare fortemente stimolante, nel quale l’osservazione della realtà, dei colori e delle forme diventava esercizio quotidiano di curiosità e sensibilità.
Particolarmente significativo nel suo racconto il ricordo del padre, che la educava a osservare le variazioni della luce e del paesaggio, e della nonna, custode di una vasta biblioteca d’arte attraverso la quale l’artista ha iniziato a conoscere i grandi maestri della pittura e a confrontarsi con il disegno e la rappresentazione. Un immaginario formatosi molto presto anche grazie all’incontro con l’architettura monumentale della Magna Grecia, come il tempio di Apollo a Metaponto, esperienza rimasta impressa nella memoria dell’artista come una delle prime intuizioni della forza evocativa dello spazio e della costruzione architettonica.
La scelta di intraprendere gli studi di architettura nasce proprio da questa esigenza di esplorare simultaneamente più linguaggi artistici. Moramarco racconta infatti di aver percepito l’architettura come una disciplina capace di contenere pittura, scultura, progettazione e pensiero creativo, in una visione complessiva delle arti e dello spazio. Un percorso formativo che ha influenzato profondamente il suo modo di guardare la realtà, introducendo nella sua ricerca il rigore della composizione, il senso della progettazione e l’attenzione costante al rapporto tra individuo e ambiente.
Nel corso della sua esperienza professionale e culturale, l’artista ha inoltre dato vita a Potenza a uno spazio dedicato all’arte del Novecento, promuovendo esposizioni che mettevano in dialogo pittura, scultura, design e arti decorative. Un’esperienza che le ha consentito di approfondire il rapporto tra le diverse espressioni artistiche e di confrontarsi con opere, oggetti e protagonisti della cultura italiana e internazionale del secolo scorso.
Ampio spazio dell’intervista è dedicato alla sua ricerca pittorica, caratterizzata da una continua riflessione sulla figura umana e sulla dimensione esistenziale dell’individuo contemporaneo. Moramarco descrive la pittura come un’esperienza di libertà e di immersione nei flussi profondi della vita, un processo attraverso il quale rendere visibili tensioni interiori, emozioni, fragilità e dinamiche relazionali che attraversano l’essere umano. Nei suoi lavori la figura si confronta spesso con elementi geometrici, architetture, blocchi e strutture che diventano metafora delle costrizioni, dell’incomunicabilità e delle pressioni esercitate dalla società contemporanea sull’identità individuale.
L’artista ha raccontato anche le diverse fasi della propria evoluzione stilistica, dal primo utilizzo dell’olio e delle velature di ascendenza rinascimentale e fiamminga fino alla scoperta dell’acrilico e del colore inteso come flusso vitale capace di attraversare i corpi e lasciare tracce sulle figure. Una ricerca che nel tempo si è progressivamente trasformata fino ad approdare all’attuale ciclo denominato “Cadrillage”, nel quale piccole figure umane appaiono isolate all’interno di spazi bianchi e nicchie geometriche, simbolo di una società sempre più individualista e frammentata.
Nel dialogo emerge infine anche l’interesse dell’artista per l’evoluzione della specie umana e per le trasformazioni ambientali del pianeta, temi che alimentano una riflessione più ampia sul rapporto tra uomo, natura e tempo storico. Attraverso riferimenti al cambiamento climatico, alla perdita della biodiversità e alla responsabilità dell’essere umano nei confronti del mondo contemporaneo, Moramarco continua a sviluppare una ricerca nella quale arte e pensiero diventano strumenti di interpretazione critica della realtà.
Guarda il video