“Mi chiamo Stefano Santarsiere e sono uno scrittore. Amo le storie e i protagonisti che difendono ciò che hanno di più prezioso. Senza qualcosa per cui lottare, nella vita come nei libri, mi annoio presto”. Così si presentava sul suo blog lo scrittore e regista lucano (era nato a Sarconi, ma viveva da molti anni a Bologna), scomparso per un tumore a 51 anni lo scorso dicembre. A lui il 24 agosto (Sala del Cenacolo dell’ex-convento di Sant’Antonio, ore 18.30) è dedicato il tredicesimo appuntamento di “Frammenti autoriali 2026”, la rassegna sulle nuove e vecchie cinematografie d’autore del mondo, ideata dal cinecronista Mimmo Mastrangelo e promossa da Gal Cittadella del Sapere, Festival Internazionale Marateale e Associazione Culturale “La biblioteca Rivellese”.
Dopo l’omaggio dedicato a Stefano Santarsiere lo scorso mese di luglio dall’Associazione Culturale Ca.Tali.Te e dall’ Amministrazione Comunale di Sarconi, l’incontro nel borgo della Valle del Noce sarà un momento per ricordare un intellettuale dall’immaginario straordinario che ha attraversato questa terra come una meteora, lasciando un’impronta significativa specie nel campo letterario. Accostato nello stile ai fuoriclasse Clive Cussler e James Rollins, Santarsiere è stato un narratore di genere, i suoi romanzi – a partire da “L’Arte di Khem” (2004) a “ Il mistero della reliquia dimenticata”(2022), passando per la trilogia “La mappa della città morta” (2016), “I guardiani dell’isola perduta” (2022)” e L’alba del Dio falco” – lasciano catapultare il lettore in mondi avventurosi e misteriosi, in thriller che non permettono distrazioni. Insieme alla letteratura, amava il cinema Stefano Santarsiere e piaceva ricordare le scene dei film dei nostri maestri dell’horror Dario Argento, Mario Bava, Lucio Fulvi, mentre in ultimo aveva scoperto i lavori nel cinema del maestro del giallo Ed McBain.
Lo scrittore lucano girò anche i cortometraggi, “Scaffale 27”(2012) e “Segreti”(2013), ma sono lavori che seguono una traiettoria immaginifica distante dal registro letterario. Quello di Santarsiere è un cinema dei sentimenti, su quei fragili rapporti familiari che si spezzano e ci si sforza poi di ricucirli. Dello scrittore, del regista, della bella persona che è stata Stefano Santarsiere ne parleranno a Rivello Giuseppe Ferrari, presidente dell’Associazione Culturale “La Biblioteca Rivellese”, Nicola Timpone, direttore artistico del Festival Internazionale Marateale, Giovanni Filizzola, componente del direttivo dell’Ass.Cult. “La Biblioteca Rivellese”, Roberto Santarsiere, Dirigente Scolastico e fratello di Stefano, Francesco Altieri, sindaco di Rivello, Gerardo Melchionda, socio dell’Ass. Cult.”La Biblioteca Rivellese, Don Mario Tempone, parroco di Rivello, Mimmo Mastrangelo, curatore della rassegna “Frammenti Autoriali” e Pina Scarpetta,presidente dell’Associazione Culturale Ca.Tali.Te di Sarconi. In chiusura la proiezione dei due cortometraggi succitati.