A Grottole il Festival delle virtù civiche

In programma oggi e domani la prima edizione del festival. Cinque i verbi che accompagneranno il Festival: ricordare, ascoltare, prendersi cura, donare e stare insieme. Non un Festival soltanto da vivere, ma una comunità da costruire e di cui prendersi cura.

«L’impegno cambia le cose. La gentilezza cambia il modo in cui le cambiamo». È il messaggio della prima edizione del Festival delle Virtù Civiche – “Grottole. Comunità che si prende cura”, in programma il 20 e 21 agosto nell’ambito dell’Estate Grottolese 2026.

Un “anno zero” che vuole inaugurare un percorso, trasformando coraggio, gentilezza, cura e responsabilità in gesti concreti. Il coraggio come scelta di esserci, assumersi una responsabilità e non voltarsi dall’altra parte; la gentilezza come forza pubblica capace di attraversare le differenze senza spezzare i legami. Cinque i verbi che accompagneranno il Festival: ricordare, ascoltare, prendersi cura, donare e stare insieme. Il Festival è promosso dal Comune di Grottole, ma costruito con il supporto della Comunità Organizzatrice: associazioni, volontari, attività locali, giovani, famiglie, cittadini e cittadine. Non un appuntamento organizzato soltanto per il paese, dunque, ma con il paese. Ne sono parte anche i Custodi delle Virtù Civiche, impegnati nell’accoglienza, nella preparazione e nella cura degli spazi e delle persone. Perché il Festival comincia prima del programma ufficiale: ogni volta che qualcuno sceglie di mettere tempo, energie e cura a disposizione della comunità.

Un’impostazione che assume un significato particolare nelle aree interne, dove i legami hanno bisogno di essere continuamente alimentati. Grottole parte dall’idea che le relazioni siano un’infrastruttura pubblica, importante quanto opere e servizi, e prova a mettere insieme chi è rimasto, chi è partito e torna, giovani, anziani e famiglie.

Si parte oggi, 20 agosto, alle 18, con una passeggiata nel centro storico, da piazza Vittoria, alla riscoperta di quattro esempi grottolesi di coraggio e gentilezza. Alle 20, al Castello Sichinulfo, l’incontro con Paolo Borrometi, padrino e testimonial della prima edizione, dal titolo “Il coraggio dell’impegno, quando scegliere di esserci cambia le cose”: una testimonianza dedicata a libertà d’informazione, legalità, responsabilità personale e rifiuto dell’indifferenza. Alle 22.30 il Planetario curato dall’associazione Intensamente chiuderà la prima giornata.

Il 21 agosto alle 16.30, al Centro Guerrieri, spazio ai bambini fino a 13 anni con il laboratorio sulla gentilezza e il coraggio. Alle 19, al Castello Sichinulfo, il dialogo pubblico “La forza della gentilezza. Quando una comunità si prende cura”. Al centro una domanda: come può una comunità prendersi cura di sé senza chiudersi, frammentarsi o lasciare indietro nessuno?

Interverranno Paolo Borrometi, Angelo Chiorazzo, Pasquale Pepe, Francesco Mancini, don Antonio Polidoro e Matteo Lepore, con la moderazione di Margherita Agata. Esperienze differenti per affrontare la cura come responsabilità delle istituzioni, solidarietà, prossimità, servizi e capacità di tenere insieme comunità e territori.

Alle 21.30, infine, la Cena di Comunità solidale al Castello Sichinulfo. Non una semplice appendice conviviale, ma il momento in cui, dopo aver parlato di cura, la comunità prova a praticarla sedendosi alla stessa tavola. La partecipazione gratuita, con una capienza massima di 300 persone e iscrizioni già chiuse, testimonia il desiderio di stare insieme.

La prima edizione vuole essere soprattutto l’inizio di un metodo da far crescere negli anni: non un Festival soltanto da vivere, ma una comunità da costruire e di cui prendersi cura.

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