Oppido Lucano, memoria ed emigrazione

Il primo appuntamento è dedicato a Felicia Muscio Palumbo, emigrata in Cile: sulla facciata della sua casa natale, in via Umberto 86, è stata collocata una mattonella in bronzo con QR code che consente di accedere a un documentario realizzato con documenti originali, immagini e racconti.

Ha preso il via a Oppido Lucano il percorso dei “Civici delle Radici” della Basilicata, progetto dedicato alla memoria dell’emigrazione lucana. Il primo appuntamento è dedicato a Felicia Muscio Palumbo, emigrata in Cile: sulla facciata della sua casa natale, in via Umberto 86, è stata collocata una mattonella in bronzo con QR code che consente di accedere a un mini-documentario realizzato con documenti originali, immagini d’archivio, testimonianze e la voce narrante dell’attrice lucana Ilenia Ginefra. Originaria di Oppido Lucano, Felicia sposò agli inizi degli anni Novanta dell’Ottocento Vittorio Sciaraffia Saluzzi e nel 1893 nacque la loro figlia Maria Rosa. Dopo la partenza del marito per l’America in cerca di lavoro, decise di raggiungerlo affrontando un viaggio di oltre settanta giorni. Con la figlia di quattro anni attraversò la Cordigliera delle Ande a dorso di mulo fino a Iquique. Nella città cilena un monumento raffigura ancora oggi una donna con una bambina in groppa a un mulo, simbolo di quel viaggio e delle donne che seguirono i propri familiari oltre oceano. All’inaugurazione hanno partecipato la vicesindaca di Oppido Lucano Nerina Orlandi, il presidente della Fondazione MEI Paolo Masini, la coordinatrice del Comitato tecnico scientifico del Centro Lucani nel Mondo “Nino Calice” Mimì Coviello e la storica Maria Grazia Lancellotti, autrice del progetto. È stato inoltre proiettato il mini-documentario “Il Civico delle Radici – Quando Oppido Lucano era Palmira. Storia di Felicia Muscio Palumbo”.

“Siamo orgogliosi che si sia deciso di cominciare questo bellissimo progetto dal nostro comune. Il Civico delle Radici rappresenta un progetto innovativo che ricorda il passato ma che parla al futuro”, dichiara Orlandi. Per Masini, “negli anni sta crescendo sempre di più il numero di palazzi in Italia che attraverso il Civico delle Radici ci raccontano quella che amiamo definire la più grande narrazione collettiva e popolare del nostro Paese”. “Con Il Civico delle Radici riportiamo le storie dell’emigrazione nei luoghi da cui tutto è cominciato. Il lavoro di ricerca e documentazione ci ha permesso di costruire un percorso che unisce cinque Comuni e cinque vicende molto diverse, dalle storie più note a quelle meno conosciute, ma tutte capaci di raccontare la Basilicata nel mondo”, sottolinea Coviello, spiegando che la rete accompagnerà il progetto fino a dicembre. Quello di Oppido Lucano è il primo di cinque “Civici delle Radici” che saranno realizzati in Basilicata, ciascuno dedicato alla storia di una persona emigrata e alla comunità che ne ha custodito la memoria. Il progetto, proposto dal MEI-Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana e realizzato con la collaborazione dell’Istituto Luce-Cinecittà, è finanziato dalla Regione Basilicata e realizzato sul territorio attraverso il Centro dei Lucani nel Mondo “Nino Calice”.

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