"Il ministro degli Interni Roberto Maroni ha deciso: non ci sarà l’election day. Ovvero, preferisce buttare 350 milioni di euro piuttosto che rischiare di far passare i referendum su acqua e nucleare", Lo afferma Italo Di Sabato – segretario regionale Prc/FdS Basilicata.
"Il Governo – spiega Di Sabato – sa bene, in particolare per quanto riguarda i 2 referendum volti contro la privatizzazione del servizio idrico, di essere minoranza nel Paese e si attrezza di conseguenza. A maggior ragione, vale la pena mettersi a lavorare di lena perché anche questa strategia di disincentivo alla partecipazione possa essere sonoramente smentita dai fatti. A partire dalla manifestazione nazionale del prossimo 26 marzo a Roma lanciata dal Comitato referendario 2 Sì per l'acqua bene comune e promossa da una larghissima coalizione sociale, che nei fatti aprirà la campagna referendaria per la ripubblicizzazione del servizio idrico e che intende anche connettersi con la battaglia contro il nucleare e per la difesa dei beni comuni".
"Ce la possiamo fare" ammonisce Di Sabato annunciando che "ifondazione Comunista della Basilicata sosterrà convintamente le ragioni del si ai referendum contro il nucleare e la privatizzazione dell’acqua e sosterrà i comitati promotori".