Il borgo di Banzi conserva nella sua memoria collettiva uno dei momenti più affascinanti e complessi del Medioevo meridionale. Ogni mese di agosto il paese mette in scena la tradizionale Rievocazione Storica della Venuta di Papa Urbano II, ricordando gli avvenimenti che nell’estate del 1089 videro il piccolo centro benedettino al centro della grande storia europea e geopolitica del tempo. Nell’agosto del 1089, Papa Urbano II (Oddone di Lagery) si recò nel Mezzogiorno per consolidare l’influenza della Chiesa di Roma, riaffermare il rito latino sul clero bizantino e stringere una salda alleanza strategica con i potenti condottieri normanni della dinastia Altavilla.
Accolto dall’abate Ursone e scortato dai principi Ruggero Borsa e Boemondo d’Altavilla (figli ed eredi di Roberto il Guiscardo), il Pontefice giunse a Banzi accompagnato da oltre trenta vescovi e dignitari ecclesiastici. L’occasione ufficiale fu la consacrazione della nuova Chiesa di Santa Maria, pietra miliare dell’antica Abbazia Benedettina locale. Tuttavia, dietro l’atto religioso si celava una fitta rete di diplomazia: dirimere le controversie territoriali del feudo e gettare le premesse per quell’entusiasmo crociato che pochi anni dopo, nel 1095 a Clermont, avrebbe dato vita alla Prima Crociata. La rievocazione storica si trasforma in una rappresentazione teatrale diffusa nel centro storico, curata nei minimi dettagli e animata da oltre cento figuranti in abiti d’epoca. Negli anni la manifestazione si è evoluta fino ad abbracciare diversi linguaggi artistici e multimediali. L’evento punta sia a conservare il rigore storiografico, sia a coinvolgere il pubblico attraverso soluzioni narrative moderne, spaziando da allestimenti grafici ed espositivi (ispirati al famoso Arazzo di Bayeux) fino a forme d’arte digitale e teatrale. Oltre all’aspetto spettacolare, la rievocazione storica rappresenta per la comunità di Banzi un fondamentale esercizio di memoria identitaria. Attraverso il racconto del 1089, il borgo riscopre e valorizza la propria radice spirituale e il ruolo cruciale che il protocenobio di Santa Maria ha ricoperto nelle dinamiche politiche e religiose del Mezzogiorno normanno.
Ne parliamo in studio con il sindaco del comune lucano, Pasquale Caffio.