La ninfa Siringa torna a Sant’Ilario di Atella

Lunedì 10 agosto si celebra l'evento artistico-culturale "Aspettando Siringa". Dall'opera d'arte del maestro Franco Zaccagnino, la ninfa Siringa prende simbolicamente vita, emerge dalle acque del torrente locale e giunge nella piazza dove incontra il pubblico portando con sé un dono.

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Lunedì 10 agosto 2026, nel borgo di Sant’Ilario di Atella, si celebrerà la 12esima edizione dell’evento artistico-culturale “Aspettando Siringa”, ideato da Franco Zaccagnino, docente e maestro dell’arte arundiana: l’originale corrente e tecnica artistica basata sulla scultura e sulla modellazione della canna mediterranea (Arundo donax).

In questa occasione la ninfa Siringa, trasformata in una canna dal dio Pan, prende simbolicamente vita, emerge dalle acque del torrente locale e giunge nella piazza dove incontra il pubblico e consegna un dono: una nuova opera d’arte del maestro Zaccagnino che arricchirà la collezione del Museo di arte arundiana sito a Sant’Ilario.

La ninfa Siringa rappresenta sia l’ispiratrice spirituale dell’arte di Zaccagnino, sia la figura simbolica che racchiude il connubio tra la natura della Basilicata e la creatività dell’artista.

Ogni anno, il 10 agosto, l’artista celebra la ninfa ispiratrice e incanta i tanti visitatori che giungono nel piccolo borgo anche da luoghi distanti.

A partire da questa edizione, che ha come tema “Sarà la bellezza a salvare il mondo?”, ci sarà una novità: il Premio Siringa che verrà consegnato a una donna del territorio che si è distinta per particolari meriti culturali e sociali.

In questa intervista il Maestro Zaccagnino racconta Siringa, il suo mito e l’evento del 10 agosto.

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