A Matera due giorni di musica acusmatica

Nata tra Francia e Germania nel secondo dopoguerra attraverso le esperienze della musica concreta e dell' elettronica, la musica acusmatica ha progressivamente ampliato la propria diffusione internazionale, trovando oggi spazio nei principali festival.

Mercoledì 20 e giovedì 21 maggio 2026, alle ore 20.00, l’Auditorium del Conservatorio di Musica “Egidio Romualdo Duni” di Matera ospiterà “Acousmatic Experience”, rassegna dedicata alla musica acusmatica promossa dalla Scuola di Musica Elettronica.

Il Conservatorio “Duni” di Matera rappresenta una delle poche realtà dell’Alta Formazione musicale italiana dotate di un acusmonium, sofisticato sistema di proiezione del suono utilizzato per la diffusione spazializzata delle opere acusmatiche e al centro dell’attività didattica e artistica del Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali.

Le due serate presenteranno opere di importanti autori del repertorio internazionale, tra cui Trevor Wishart, Denis Dufour, Horacio Vaggione ed altri protagonisti della ricerca elettroacustica contemporanea. Le esecuzioni saranno curate dai musicisti Alessandro Duma e Vincenzo Procino.

Accanto ai concerti serali, mercoledì 20 e giovedì 21 maggio, alle ore 16.00, sempre presso l’Auditorium del Conservatorio, si svolgerà anche il saggio finale della Scuola di Musica Elettronica, con la presentazione delle opere acusmatiche realizzate dagli studenti del Conservatorio.

L’iniziativa propone al pubblico un’esperienza immersiva e profondamente innovativa, capace di trasformare radicalmente il rapporto con il suono e con l’ascolto musicale. La musica acusmatica, infatti, si fonda su una condizione percettiva particolare: il pubblico ascolta immerso nell’oscurità, circondato da una vera e propria orchestra elettroacustica composta da numerose coppie di altoparlanti differenti tra loro, disposti nello spazio per valorizzare le qualità timbriche delle opere eseguite.

La diffusione sonora è affidata all’interprete acusmatico, che proietta il suono nello spazio modulandone intensità, dinamiche e movimenti in relazione alle caratteristiche della composizione e dell’ambiente acustico della sala. In assenza di elementi visivi, l’attenzione dell’ascoltatore si concentra interamente sulla dimensione sonora, in un’esperienza che amplifica percezione, immaginazione e coinvolgimento emotivo.

Il termine “acusmatica” richiama il concetto di ascolto acusmatico ripreso nel secondo dopoguerra dal compositore e ricercatore francese Pierre Schaeffer, figura centrale della musica concreta, e deriva dalla parola greca “Akusmatikoi”, riferita alla pratica della scuola pitagorica in cui i discepoli ascoltavano il maestro dietro un velo, concentrando ogni energia percettiva esclusivamente sull’ascolto.

Nata tra Francia e Germania nel secondo dopoguerra attraverso le esperienze della musica concreta e della musica elettronica, la musica acusmatica ha progressivamente ampliato la propria diffusione internazionale, trovando oggi spazio nei principali festival dedicati alle arti sperimentali e alle nuove tecnologie del suono, soprattutto presso le nuove generazioni.

Un doppio appuntamento che conferma il ruolo del Conservatorio “Duni” come centro di ricerca, sperimentazione e produzione artistica nel campo delle nuove tecnologie musicali e dell’innovazione sonora contemporanea.

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