“Il Pd è tornato a “paralizzare” le attività consiliari, come già fatto nei mesi scorsi con la nomina del Presidente del Consiglio. Rinviare la trattazione di questi punti importanti, infatti, equivale ad ignorare completamente gli allarmi sollevati, da me in primis, in merito ai rischi derivanti dal continuo procrastinare il pagamento di queste somme a creditori privati, visto che si tratta di pregressi vecchi ormai decenni. In secondo luogo, la “logica della proroga”, della quale il centrosinistra è stato solito abusare anche nella gestione dei servizi della città, alimenta ulteriormente la tendenza all’immobilismo mostrata dall’amministrazione Adduce, fino ad oggi avvezza soltanto a pratiche di tipo rappresentativo-istituzionale, a patrocini, medaglie e cerimonie”. Lo afferma in un comunicato il vicepresidente del Consiglio comunale di Matera e capogruppo della lista “Tosto Sindaco” Giovanni Angelino, in riferimento al rinvio di punti all’ordine del giorno della seduta dello scorso martedì.
“Tutti aspetti – prosegue l’esponente dell’opposizione consiliare – che pur fanno parte del carnet di compiti che competono ad un amministratore ma che, purtroppo, non sono gli unici. La città, come già ho avuto modo di ribadire in altre occasioni, aspetta, a patto che la speranza e la fiducia dei cittadini verso la classe dirigente siano ancora in piedi, uno scatto di reni doveroso e fondamentale per scongiurare che precipiti in una condizione di ulteriore precarietà. Esistono emergenze urbanistiche, economiche, di pianificazione strategica e strutturale che non possono più essere soggette a rinvii. Tali questioni, tra l’altro, non le pone soltanto la minoranza, bensì anche porzioni consistenti della maggioranza, considerate le recenti sollecitazioni critiche pervenute al Sindaco dalla “Lista Stella” e dalla “quota Bubbico” del Partito Democratico. E’ inutile, quindi, che Adduce cerchi di rendere l’opposizione corresponsabile di questa “stasi” della vita amministrativa cittadina, come fatto nell’ultima seduta di Consiglio; piuttosto è auspicabile che al Consiglio si dia l’opportuna di discutere della città e di indirizzare il mandato governativo verso scelte che siano lungimiranti, coraggiose e, soprattutto, doverose”.
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