“Le Filosofie del Risorgimento” per riflettere sulla storia

Avviata la due giorni del convegno promosso dalla Regione e dal Comitato scientifico per le celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia

Ha preso il via questa mattina, presso l’aula magna dell’Università degli studi della Basilicata, la due giorni del convegno nazionale, promosso dalla Regione e dal Comitato scientifico per le celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia con la collaborazione dell’Unibas, incentrato sulle “Filosofie del Risorgimento”.
Un simposio, con l’adesione del Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, sulle idee che accompagnarono il processo unitario dello Stato italiano. “Processo – ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Vincenzo Folino – al quale parteciparono a vario titolo e in epoche diverse alcuni pensatori di origine lucana i quali contribuirono all’unità d’Italia con idee e principi ancora oggi attuali. Non solo Lomonaco e Pagano, che in qualche modo ‘anticiparono’ nel momento della rivoluzione napoletana le radici del pensiero unitario, ma anche chi, successivamente, da Gianturco a Nitti e Fortunato, portò un contributo importante alla cultura giuridica italiana e al pensiero meridionalista”. “Con loro, e con tanti altri, noti e meno noti – ha proseguito Folino – si è affermata una Basilicata che ha saputo crescere nella storia d’Italia, che ha vissuto le contraddizioni di una questione meridionale mai risolta, che ha conosciuto l’emigrazione e le migrazioni. Che non si è fermata davanti alle prove più difficili che la storia le ha riservato”. “Ciò è stato possibile – ha concluso il presidente del Consiglio regionale – perché abbiamo coltivato l’identità culturale della Basilicata. E solo alimentando la memoria, analizzando la nostra storia ed anche le vicende più controverse che l’hanno caratterizzata, potremo rafforzare e arricchire la nostra identità, di una realtà regionale che ha dato il suo contributo alla costruzione dell’unità d’Italia. E che intende continuare a darlo anche all’Italia di oggi, concorrendo alla soluzione dei suoi problemi, di quelli ricorrenti e di quelli nuovi, per costruire una Regione più moderna in un Paese più forte e coeso”.

“Serve oggi una coscienza nazionale? E’ ancora utile discutere della coscienza nazionale nel tempo ‘del turbo leghismo o dell’ultra sudismo’, nel tempo delle autarchie e delle piccole patrie?” Sono questi, invece, i quesiti che si è posto il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo per il quale “l’Italia, nonostante i suoi 150 anni, fa fatica ad essere una ed indivisibile”. “C’è una parte del Paese – ha proseguito De Filippo – che ha avuto avanzamenti di sviluppo più consistenti, il cosiddetto Nec, il nord est centro, dove le autosufficienze territoriali sembrano ancora più radicate. E’ diffusamente percepibile questa disgregazione che porta ad una attenta riflessione sulle sfide che bisogna affrontare in un momento in cui perfino l’Europa si manifesta titubante, anche alla luce di ciò che accade nel Mediterraneo che appare sempre più un mare ‘mostrum’ piuttosto che un mare ‘nostrum’”. Per De Filippo “in questo quadro così complicato è necessario ricostruire una coscienza nazionale per un ‘nuovo Risorgimento’ guardando indietro per ricostruire la grande memoria del patrimonio del pensiero italiano, dall’Umanesimo in poi, e guardando in alto, in Europa, collegando il pensiero italiano a momenti importanti della storia europea, dalla rivoluzione francese alla democrazia tedesca”. Il presidente della Regione, ribadendo “la serietà e il rigore con il quale sono state organizzate una serie di iniziative per i 150 anni dell’Unità d’Italia, in linea con alcuni progetti nazionali tesi alla riflessione sui cosiddetti padri della Patria”, ha consegnato all’Università della Basilicata, luogo emblematico della cultura, nelle mani del rettore Mauro Fiorentino, la medaglia di bronzo conferita dal Presidente della Repubblica, come riconoscimento dell’alto profilo del convegno.

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