Possono bastare un totem e un display collocati negli aeroporti di Bari e di Brindisi per convincere viaggiatori e turisti ad estendere il proprio itinerario di viaggio in Basilicata? E' quanto si chiede in una nota stampa il Centro Studi Turistici Thalia. Si tratta – si legge nella nota di una iniziativa, pur lodevole, decisa, sicuramente tardivamente in riferimento agli eventi estivi, da Apt Basilicata e Fondazione Matera-Basilicata2019. Intanto, per i turisti che sbarcano a Bari e ancor più a Brindisi c'è un programma di vacanza sino a settembre ben definito e pianificato che difficilmente messaggi, sia pure creativamente accattivanti, saranno in grado di modificare. Come sanno bene tour operator e operatori turistici per viaggiatori che fanno scalo a Bari al massimo ci può stare una mezza giornata di tour a Matera. Per i viaggiatori con destinazione Brindisi c'è solo il Salento, dato che le distanze non sono incoraggianti e i giorni di vacanza ridotti. Potrebbe essere un invito a tornare ma a vacanze finite non si programmano nuovi viaggi. Restano da catturare gli utenti pugliesi dei due aeroporti ai quali il totem e il display dovrebbero comunicare eventi per le stagioni autunno-inverno, almeno ci si augura.
Quanto all'obiettivo di rafforzare la collaborazione Apt e Fondazione – dicono al Thalia – se questa fosse l'unica azione comune, francamente, sarebbe un po' debole. Verri parla di “brand Basilicata” che comunque è di fatto abbinato al “brand Puglia” e qui continua a registrarsi un punto debole della promozione di Matera e del resto dell'offerta lucana. Bisogna osare di più nel promuovere direttamente, vale a dire come prima destinazione Matera e la Basilicata, anche se per raggiungere il nostro territorio si vola a Bari o a Brindisi.
Questa campagna – sostengono gli operatori del Thalia – ci ricorda il grande tabellone con le Tavole Palatine di Metaponto installato negli anni ottanta sempre ad opera e spese Apt nell'aeroporto di Shangai con i cinesi che continuavano a chiedersi dove fosse la Basilicata e come si raggiungeva. Non risulta che per effetto di quell'immagine in quegli anni siano arrivati cinesi in Basilicata a parte quelli dell'ex Orop di Tito con il finale di storia a tutti noto.