Inaugurato il Museo diocesano di Potenza

Punto cardine dell’itinerario alla scoperta della produzione artistica di matrice religiosa in Basilicata

Una nuova importante opportunità per ‘riconoscere’, attraverso le opere, la cultura artistica della regione e la storia dell’antica diocesi potentina. Così il Museo diocesano, inaugurato questa sera a Potenza, nei locali dell’ex seminario. Una storica struttura, fatta costruire nel 1616, alle spalle della Cattedrale, per volontà del vescovo di allora, mons. Achille Caracciolo.
Il Museo diocesano nasce dall’attività di concertazione tra la Regione Basilicata e il ministero per i Beni e le Attività Culturali, nell’ambito di un Accordo di Programma Quadro, che individua tra le linee strategiche un sistema per la fruizione del patrimonio storico ed artistico delle diocesi lucane.
Quello potentino, infatti, rappresenta uno dei cardini dell’itinerario degli otto musei diocesani della Basilicata, che comprende Acerenza (già inaugurato), Potenza, Venosa, Muro Lucano, Tursi, Matera e Melfi (gli ultimi due saranno aperti al pubblico prima della prossima estate).
Il Museo diocesano, cui la Regione ha contribuito con un finanziamento di 558.229 euro, è stato allestito nella sala a piano terra del seicentesco edificio dell’ex Seminario accessibile direttamente da Via Vescovado.
Dalle opere sarà possibile conoscere i committenti, potenti vescovi, nobili benefattori o semplici devoti che hanno voluto lasciare alla Chiesa una testimonianza del proprio operato e della propria generosità, i luoghi in cui sono state realizzate o da cui sono state importate, i pittori e gli scultori, gli argentieri e gli orafi che hanno fatto sì che noi oggi potessimo orgogliosamente godere e fruire di questi beni.
“Ogni Museo è il racconto – ha sottolineato il vescovo di Potenza, mons. Agostino Superbo – fatto dalle opere d’arte, di una storia di cultura e di civiltà.
Il Museo diocesano è il racconto di una storia di fede e devozione. Le opere d’arte rivelano l’enorme attenzione che le generazioni passate nutrivano verso le realtà di fede, in particolare, il grande onore in cui era tenuta la Santa Liturgia.
L’oblio del passato costituisce una forma di povertà, riconoscibile anche dal lento degrado verso cui inesorabilmente camminano le opere d’arte dimenticate e non curate. Il museo è frutto di una paziente opera di conservazione, di raccolta e di recupero; per questo motivo – ha detto ancora – costituisce una vera ricchezza.
Esso si apre a tutti, ma ha come destinatari privilegiati i giovani.
Ad essi si rivolge come strumento capace di creare, attraverso il racconto, sincera passione per le realtà della fede cristiana, ammirazione per le opere d’arte, desiderio di una cultura ricca e profonda, capace di interrogare l’uomo e di rispondere alle sue domande più vere”.
Quanto la Chiesa abbia contribuito alla ricchezza culturale del nostro territorio lo ha sottolineato il presidente della Regione, Vito De Filippo.
“Nella storia dei beni culturali, e non solo della Basilicata, la Chiesa ha avuto un ruolo di primo piano. Molti capolavori dell’arte e dell’architettura sono stati commissionati dalle gerarchie ecclesiastiche, che ci hanno lasciato così un patrimonio di inestimabile valore. Anche nella nostra regione la Chiesa ha dato impulso alla realizzazione di edifici di culto, monasteri, complessi monumentali che oggi costituiscono parte rilevante del nostro patrimonio culturale. E, nel tempo, li ha preservati trasmettendoli alle diverse generazioni. La Regione Basilicata – ha affermato il governatore – è intervenuta contribuendo alla loro valorizzazione anche attraverso un sistema di musei diocesani, con i quali recuperare le testimonianze della fede popolare e delle opere d’arte, fonti materiali della memoria e della cultura delle nostre comunità”.
All’inaugurazione del Museo è intervenuto il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Basilicata, Attilio Maurano, che ha affermato come “l’inaugurazione ha in sé valenze significative che vanno oltre la semplice apertura: è frutto di una politica culturale condivisa e attuata in piena sinergia sul territorio nel comune intendimento di valorizzare una porzione così significativa del patrimonio storico e artistico, che è anche patrimonio spirituale della comunità.
Le opere necessarie all’apertura della sede espositiva sono state realizzate grazie all’impegno costante dei funzionari della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Basilicata e degli uffici ad essa afferenti, che hanno operato in stretto contatto con i delegati dell’Arcivescovo sulla base dei finanziamenti a ciò destinati, con lungimiranza, dalla Regione Basilicata.
Il Museo offre ai visitatori una delle raccolte di oggetti sacri più interessanti della regione e rappresenta un contributo significativo alla diffusione degli eloquenti valori artistici e culturali testimoniati nel territorio abbracciato dalla Diocesi”.
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