Terremoto ‘80, De Filippo: “Da quel dramma grande speranza”

“Donne e uomini della Basilicata dimostrarono di cosa erano capaci sulla via della rinascita. E oggi numeri e fatti ci danno ragione”.

“Ci sono giorni che devono essere segnati nel calendario civile della comunità come date di svolte importanti. Sicuramente il 23 novembre 1980 e stato un giorno drammatico per la nostra comunità: la gente a sgomenta davanti a quegli eventi, migliaia di morti e 400mila persone senza tetto. Ma quella giornata è importante nel nostro calendario civile perché abbiamo capito che in questa terra ci sono le forze, c'è la possibilità per reagire". Lo ha detto il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo parlando alla giornata della Protezione civile organizzata nell'ambito delle manifestazioni commemorative del terremoto del 1980.
"In quella triste circostanza – ha proseguito – arrivarono i soccorsi, ma anche le genti lucane seppero reagire con le proprie forze, anche mentre vedevano il futuro oscuro, quasi senza speranza. Da quel giorno i Comuni, le Province, le Regione il Parlamento, assunsero per questa terra un impegno importante: nacque l'università, partì la ricerca, specie sulla sismologia, si avviarono tante iniziative. Ma soprattutto emerse la volontà di uomini e donne che volontariamente decisero di incamminarsi con abnegazione e professionalità verso un grande cammino di protezione civile rappresentato oggi da questa piazza di uomini e di donne che è la nostra forza, la nostra sicurezza.
Ma adesso è anche il momento di fermarsi per fare una riflessione su quello che è successo e anche per sfatare i luoghi comuni. Finalmente iniziano a circolare anche un po' di numeri che danno ragione a chi per far fronte a quell'emergenza si era speso, cosa che aveva fatto già il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi consegnando ai sindaci del terremoto la medaglia d'oro al valore civile per segnalare che la pagina della ricostruzione è stata una bella pagina.
E per la protezione civile lucana arrivano continui riconoscimenti, come quelli sul campo ottenuti in Abruzzo, quando la nostra organizzazione è stata il cuore della macchina dei soccorsi. Così quel giorno drammatico ancora oggi ci consegna la consapevolezza che se c'è questa forza, se c'e questa organizzazione, c'è una grande speranza per questa regione".

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