Progetto “Basilicata Donna”, interrogazione Pdl

I consiglieri del Pdl Venezia, Pici e Rosa chiedono di conoscere “i risultati ed i costi delle attività di pubblicità, testimonial compreso,del Progetto Basilicata Donna”

“Con il Progetto per la prevenzione dei tumori al seno ed all'utero, definito ‘Basilicata Donna’, l'Assessorato regionale alla Sanità, sulla base delle considerazioni della comunità scientifica internazionale, aveva promosso un programma di screening gratuito per la prevenzione del tumore della mammella e del tumore del collo utero, proponendo controlli programmati alle donne nelle fasce d'età (rispettivamente 50-69 anni e 25-64 anni) a maggior rischio di malattia e con l'obiettivo di intervenire, mediante diagnosi precoce, tempestivamente ed efficacemente nella cura della patologia neoplastica”. E’ quanto ricordano, in premessa i consiglieri del Pdl, Mario Venezia, Mariano Pici e Gianni Rosa.

“Risulta allo scrivente – sottolinea Venezia – che i tempi di attesa previsti dai Cup regionali per l'esecuzione di Pap-Test e mammografia, i test base previsti dal Progetto Basilicata Donna, siano superiori ai dodici mesi. Per quanto riguarda i tumori della cervice uterina – proseguono i consiglieri del Pdl – il Progetto Basilicata Donna ha definito che: ‘in Basilicata si può stimare che vi siano 26 nuovi casi anno considerando tutte le fasce di età, e circa 5 morti l’anno per carcinoma della cervice uterina. Nella fascia d’età dello screening (25-64) i nuovi casi attesi sono circa 20 per anno con circa 3 morti l’anno. Il tumore del collo dell’utero non è molto frequente, è comunque possibile prevenirlo con grande efficacia intervenendo nelle forme che precedono il cancro; pertanto di fondamentale importanza risultano i programmi di screening”.

“Per i tumori della mammella – è specificato nell’interrogazione – sempre il progetto in esame ha definito che: ‘in Basilicata si può stimare che vi siano circa 300 nuovi casi anno, considerando tutte le fasce di età e circa 115 morti anno per carcinoma della mammella. Nella fascia di età dello screening (50 – 69) i nuovi casi attesi sono circa 140 per anno con circa 60 morti per anno. Attualmente in Italia la sopravvivenza a 5 anni di donne che hanno avuto diagnosi di tumore della mammella è superiore al 75 per cento”.

I consiglieri, alla luce di quanto esposto, interrogano il Presidente della Giunta regionale e l’Assessore alla Sanità per sapere: “se, in Basilicata, le attività di prevenzione e di diagnosi precoce delle patologie neoplastiche della mammella e del collo dell'utero siano state limitate ad un arco di tempo limitato; i motivi per i quali siano imposti tempi di attesa oggettivamente lunghi ed in contrasto con quanto previsto dal Progetto Basilicata Donna per l'esecuzione di mammografie e pap-test”. I consiglieri chiedono, anche, di conoscere “i risultati ed i costi delle attività di pubblicità, testimonial compreso, del Progetto Basilicata Donna”.

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