Viabilità Lagopesole, nota dell'Unione frazioni castellane

L’Unione delle frazioni castellane di Lapopesole è intervenuta in un comunicato stampa in merito alla situazione della viabilità stradale del territorio.

!La città lineare: Pura utopia. Leggiamo dalla stampa che si continua a parlare di grandi arterie stradali che dovrebbero favorire il fiorire di una città lunga la sua direttrice che parte da Baragiano, attraverso Avigliano si dovrebbe congiungere alle città del Vulture. Bella scoperta! Non fosse altro che una simile arteria assorbirebbe moltissimi milioni di euro che nessuno mai metterebbe a disposizione per una piccola parte del territorio lucano. Un’arteria inutile – si legge-  che come tante altre progettate, finanziate e mai completate perché sbattevano contro una montagna, oppure percorrevano terreni franosi verso Avigliano Scalo, o perché dovevano oltrepassare Monte Carmine. Per quanto si è speso di soldi pubblici per costruire il nulla, si sarebbe dovuto seriamente pensare ad un traforo sotto la montagna del Carmine per congiungere, in breve tempo, la città di Avigliano alle frazioni situate a nord del comune.

Negli anni ‘70/’80 – continua la nota – quando c’era anche la disponibilità economica, la classe politica aviglianese progettò un futuro del territorio concentrando sulla città la maggior parte degli interventi, adesso che il futuro economico, sociale, culturale e demografico guarda verso il Vulture si sono resi conto che in passato avevano commesso degli errori di valutazione. Per poter unire il territorio occorre “fare i conti” con l’orografia dello stesso: il complesso montuoso di Montecaruso divide il territorio comunale in due parti distinte e separate e tutti gli studi, i convegni, le prese di posizione, i progetti e le idee si scontrano con la natura. L’unica alternativa è la formazione di due amministrazioni comunali che governino la propria realtà territoriale. Bisogna partire dal basso, dai bisogni della gente, sradicando dalla mente tutte le incrostazioni che ci hanno portato a questo stato di cose.

Occorre “pareggiare” – è sottolineato dall’associazione –  la qualità della vita delle due realtà territoriali prima di pensare seriamente ad un progetto sul futuro. In questa parte del territorio le strade, i servizi, le opere di urbanizzazione, i trasporti urbani, le strutture sportive, latitano o non esistono, senza che mai nessuno si sia occupato delle croniche carenze, oggi, non si può fare un progetto faraonico con costi eccessivamente elevati se si viaggia sulle mulattiere (per raggiungere Montemarcone), le popolazioni non capirebbero. La città lineare – conclude – in queste condizione è semplicemente utopia. Noi ci opporremo.

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