“Di fronte al nuovo allarme lanciato dalla confederazione degli artigiani di Mestre sulla scomparsa di mestieri ed attività artigianali, oltre che in agricoltura, si conferma ancora più giusta la scelta di puntare sull’apprendistato che insieme al credito di imposta per nuove assunzioni rappresenta il punto centrale e qualificante dell’atteso piano regionale pluriennale del lavoro”. E’ il commento del segretario regionale della UIL Basilicata Carmine Vaccaro, sottolineando che anche in Basilicata ci sono professioni specifiche che numerose imprese ritengono introvabili quali pellettieri, falegnami, impagliatori, muratori, carpentieri, lattonieri, carrozzieri, meccanici auto, saldatori, odontotecnici, tipografi, stampatori offset, rilegatori, riparatori radio e Tv, elettricisti, elettromeccanici, addetti alla tessitura e alla maglieria, sarti, materassai, tappezzieri, dipintori, stuccatori, ponteggiatori, parchettisti e posatori di pavimenti, mentre nel settore dell’agricoltura rischiamo di non trovare più gli allevatori di bestiame nel settore zootecnico e i braccianti agricoli.
L'apprendistato professionalizzante – evidenzia Vaccaro – può rappresentare una boccata di ossigeno per le imprese e contribuire a creare alcune migliaia di nuovi posti di lavoro senza costi aggiuntivi per la pubblica amministrazione. Con il Patto di Sistema Obiettivo Basilicata 2012 abbiamo individuato alcune misure per non lasciare soli, specie i ragazzi e le ragazze, ad affrontare l’emergenza precariato che continua ad essere uno dei temi centrali della questione lavoro. Ma c’è bisogno di una rivisitazione dell’attuale sistema di accesso al lavoro, soprattutto per i giovani. I dati diffusi dall’Istat sulla disoccupazione record giovanile nel nostro Paese sono la conferma del dramma giovanile segnato da crescita zero e occupazione ferma. Sarebbe bene che il Governo oltre a 'tagliare'metta in campo qualche azione tesa a sostenere lo sviluppo, il consumo e la crescita".
BAS 09