Un sistema digitale avanzato per monitorare in tempo reale lo stato delle acque sotterranee, verificare l’efficacia delle attività di bonifica e garantire la massima trasparenza nella gestione dei dati ambientali. È questo il cuore del nuovo Sistema informativo territoriale (Sit) presentato questa mattina nella Sala Inguscio della Regione Basilicata e disciplinato da un protocollo d’intesa sottoscritto da Regione Basilicata, Arpab, Enea e Sogin, i quali hanno preso parte all’evento con la presenza dell’assessore all’Ambiente e alla Transizione Energetica Laura Mongiello, il direttore del Dipartimento Ambiente Canio Santarsiero e Simone Piedilato, funzionario istruttore del procedimento di bonifica.
Il progetto nasce su impulso della Regione Basilicata nell’ambito del procedimento di bonifica della falda contaminata da tricloroetilene e cromo esavalente presso il Centro Ricerche Enea della Trisaia di Rotondella. L‘obiettivo è dotare gli enti coinvolti di uno strumento unico e condiviso per controllare l’evoluzione della contaminazione e verificare l’efficacia delle attività di risanamento in corso. Il sistema, accessibile via internet attraverso credenziali dedicate, raccoglie e organizza l’intero patrimonio informativo prodotto nel corso degli anni dai soggetti impegnati nelle attività di monitoraggio, controllo e bonifica ambientale.
Proprio per garantire una visione completa e costantemente aggiornata del sito, il protocollo coinvolge tutti gli attori istituzionali interessati: Enea e Sogin quali soggetti attuatori delle attività di bonifica e Arpab quale organismo di controllo e validazione dei dati ambientali. La piattaforma, realizzata e gestita da Sogin mediante tecnologia ArcGIS Online in ambiente cloud, consente oggi la consultazione di oltre 3.900 dati ambientali raccolti in più di dieci anni di monitoraggio attraverso una rete di circa 70 piezometri distribuiti sia all’interno del perimetro del Centro Ricerche Enea sia nelle aree esterne. Un elemento particolarmente significativo riguarda proprio l’estensione del monitoraggio. Il sistema non si limita infatti a seguire l’andamento della contaminazione nell’area interessata dagli interventi di bonifica, ma permette di controllare costantemente anche le aree esterne al sito per verificare che il plume contaminante non oltrepassi il perimetro del Centro Ricerche.
I dati più recenti caricati da Arpab e disponibili all’interno della piattaforma confermano l’efficacia delle attività di bonifica condotte negli ultimi anni e attestano che la contaminazione da tricloroetilene e cromo VI risulta confinata all’interno dell’area Enea, senza evidenze di impatto sulle zone esterne. Il Sit rappresenta inoltre molto più di un semplice archivio digitale. Attraverso il sistema WebGIS è possibile consultare i risultati dei campionamenti effettuati nei piezometri, scaricare i dati analitici, visualizzare le stratigrafie dei pozzi di monitoraggio e localizzare le infrastrutture utilizzate per la bonifica, comprese le barriere reattive installate per il trattamento della contaminazione. Tra gli aspetti più innovativi figura la possibilità di rappresentare tridimensionalmente le caratteristiche idrogeologiche dell’acquifero. Il sistema consente infatti di visualizzare in 3D le soggiacenze della falda, le direttrici di deflusso delle acque sotterranee e la profondità del livello argilloso impermeabile che costituisce il naturale confinamento inferiore dell’acquifero interessato dagli interventi di bonifica. L’infrastruttura informatica è stata progettata per garantire interoperabilità e aggiornamento continuo dei dati, consentendo ai diversi enti di condividere informazioni, cartografie e risultati analitici secondo standard comuni e facilmente confrontabili nel tempo.
Nel corso della presentazione, l’assessore regionale all’Ambiente e alla Transizione energetica, Laura Mongiello, ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa, definendola “un passaggio importante nel percorso di trasparenza e innovazione che la Regione Basilicata sta portando avanti in materia di tutela ambientale”. “Non presentiamo semplicemente una piattaforma informatica – ha affermato Mongiello – ma uno strumento operativo che consente di mettere ordine, valorizzare e condividere un patrimonio di conoscenze costruito in anni di attività di monitoraggio e bonifica. Il Sistema informativo territoriale permette di trasformare migliaia di dati ambientali in informazioni facilmente consultabili e verificabili, offrendo agli enti coinvolti una base scientifica ancora più solida per le decisioni e le attività di controllo”.
L’assessore ha evidenziato come il progetto rappresenti il risultato di un percorso condiviso tra istituzioni e soggetti tecnici che operano sul sito di Trisaia. Mongiello ha inoltre posto l’accento sul valore della trasparenza nei confronti delle comunità locali. “La tutela dell’ambiente passa anche dalla qualità delle informazioni che vengono messe a disposizione dei cittadini. Rendere accessibili i dati significa rafforzare la fiducia nelle istituzioni e consentire una partecipazione più consapevole ai processi che riguardano il territorio. Questo sistema permette di seguire nel tempo l’evoluzione dello stato della falda e delle attività di bonifica attraverso dati oggettivi e costantemente aggiornati”.