“Accolgo con interesse il contributo dell’INU Basilicata al dibattito sull’emergenza abitativa, così come considero importante la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Matera. Il tema della casa è tornato finalmente al centro dell’agenda politica e istituzionale, come merita.
Tuttavia, credo sia necessario partire da un dato oggettivo: l’emergenza abitativa non è una valutazione teorica, ma una realtà certificata dai numeri.
L’ATER di Matera gestisce circa 3.800 alloggi distribuiti nei 31 Comuni della provincia. Oggi, solo nel Comune di Matera, sono 567 i nuclei familiari in graduatoria in attesa di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. A Policoro sono 117, a Pisticci-Marconia 104 e, complessivamente, nella provincia gli aventi diritto superano il migliaio di famiglie.
Numeri che impongono una risposta straordinaria.
Per questo salutiamo con favore il nuovo Piano Casa nazionale, che dovrà mettere a disposizione risorse e strumenti normativi adeguati per rilanciare gli investimenti nell’edilizia residenziale pubblica. Garantire il diritto alla casa significa sostenere le famiglie, offrire opportunità ai giovani, contrastare il calo demografico e lo spopolamento che interessano molti territori della Basilicata.
È indispensabile costruire un’alleanza istituzionale stabile tra Governo, Regione, Comuni e ATER, affinché ciascuno, nel rispetto delle proprie competenze, contribuisca a una programmazione condivisa e di lungo periodo.
Condivido pienamente il principio secondo cui non basta costruire case, ma occorre realizzare quartieri di qualità, con servizi, mobilità, verde pubblico e spazi di socializzazione. Ma è altrettanto vero che le oltre mille famiglie in attesa di un alloggio non possono aspettare i tempi del solo dibattito urbanistico. Servono idee, ma servono anche cantieri.
Oggi la tecnologia mette a disposizione sistemi costruttivi innovativi che consentono di ridurre risorse, tempi e costi di realizzazione, garantendo al tempo stesso elevati standard qualitativi, sostenibilità ambientale ed efficienza energetica. È una strada che dobbiamo avere il coraggio di percorrere.
L’ATER di Matera è già impegnata in una delle più importanti operazioni di riqualificazione del proprio patrimonio immobiliare. Grazie ai fondi del PNRR sono stati candidati all’efficientamento energetico 1.824 alloggi di esclusiva proprietà dell’Azienda, per un investimento complessivo di oltre 87 milioni di euro.
Un intervento straordinario che migliorerà la qualità dell’abitare e che, nel medio periodo, consentirà di ridurre significativamente le spese di manutenzione, liberando risorse economiche da destinare alla realizzazione di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica.
A questa strategia si accompagnerà una capillare campagna di informazione rivolta agli assegnatari in possesso dei requisiti per l’acquisto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. La valorizzazione e il riscatto del patrimonio abitativo rappresentano una leva strategica per rafforzare la capacità di investimento dell’Ente: le risorse derivanti dalle alienazioni saranno infatti integralmente reinvestite nella realizzazione di nuovi alloggi, nel recupero del patrimonio esistente e nell’attuazione di programmi di edilizia residenziale pubblica, generando un ciclo virtuoso capace di ampliare l’offerta abitativa e di rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni delle famiglie.
Guardiamo già al futuro. Nell’area di Matera 90, una volta perfezionato il trasferimento dei suoli con il Comune di Matera, daremo attuazione al protocollo sottoscritto con l’Università degli Studi della Basilicata. Saranno i giovani della Facoltà di Architettura a elaborare, mediante in workshop, soluzioni progettuali per la realizzazione di circa 60 nuovi alloggi, con l’obiettivo di coniugare innovazione, qualità architettonica, sostenibilità, psicologia ambientale dell’abitate.
Accanto ai grandi centri urbani, però, occorre adottare strategie differenti per quei comuni della provincia dove il fabbisogno abitativo è più contenuto. In questi territori, prima di programmare nuove costruzioni, è opportuno procedere a una ricognizione del patrimonio immobiliare pubblico disponibile e delle numerose abitazioni private oggi inutilizzate o chiuse, valutando strumenti che ne favoriscano l’utilizzo come alloggi sociali.
Una scelta che consentirebbe di dare risposte immediate ai cittadini, recuperare il patrimonio edilizio esistente e contribuire concretamente al ripopolamento dei piccoli centri, in piena coerenza con gli indirizzi recentemente approvati dal Consiglio regionale della Basilicata.
L’emergenza abitativa richiede certamente una visione urbanistica, ma richiede anche capacità amministrativa, risorse e tempi certi di realizzazione. Il diritto alla casa non può rimanere soltanto un principio da affermare: deve tradursi in politiche concrete e risultati misurabili.
L’ATER di Matera continuerà a fare la propria parte con responsabilità, competenza e spirito di collaborazione istituzionale, mettendo al centro un unico obiettivo: garantire il diritto all’abitare e offrire una risposta concreta alle tante famiglie che attendono una casa”.