Il DL 78/2015 emanato nei giorni scorsi, noto come Decreto Enti Locali, costituisce un nuovo tassello nel già troppo frammentato mosaico normativo con il quale il Governo prova, con scarsi risultati, a portare a casa una riforma della governance territoriale, nel quadro di una più ampia riforma della P.A. È caratterizzato da norme reciprocamente scollegate fra di loro, che abbracciano con consueta approssimazione temi di varia natura, fra i quali quelli della Polizia Provinciale e del Mercato del lavoro, funzioni provinciali rimaste, fino alla sua tanto attesa emanazione, “congelate” rispetto alle scelte di riordino sostenute dalle varie Regioni in ottemperanza alla riforma Delrio. E’ quanto si legge in una nota di FP CGIL, CISL Fp, UIL FPL a firma di R. Laurino, E. Pennacchia e A. Guglielmi. In particolare e sinteticamente, viene disposto il trasferimento della funzione di Polizia Provinciale presso i Comuni, nell’ambito dei corpi di Polizia Locale, e la gestione dei servizi per l’impiego viene ribaltata alle Regioni, mediante convenzione con il Ministero del Lavoro, nelle more dell’istituzione dell’Agenzia Nazionale per il Lavoro nel comparto statale. Nel primo caso si tratta di una disposizione di palese miopia, con la quale si cassa, di fatto, la funzione provinciale di controllo ambientale, ambito per ovvi motivi trasversale e d’area vasta, trasferendo le relative competenze professionali in una dimensione, quale quella comunale, troppo ristretta e inadeguata. Nel secondo caso, si tralascia il cruciale elemento datoriale, non specificando nella norma se sarà la Regione il nuovo ente titolare istituzionalmente e amministrativamente della funzione “servizi per l’impiego” e dunque responsabile dell’efficienza dei servizi e dei contratti di lavoro del relativo personale. Problematiche spinose ed implicazioni profonde delle quali le federazioni di categoria di CGIL, CISL E UIL unitamente ai lavoratori coinvolti chiederanno conto domani 25 giugno nel corso del presidio che si terrà a piazza Montecitorio.
In concomitanza con detta iniziativa le scriventi OO.SS. tornano a sollecitare di nuovo la Regione Basilicata a definire e discutere il disegno di legge di riordino delle funzioni provinciali delle Province di Potenza e Matera, convocando l’osservatorio regionale e licenziando nel più breve tempo possibile il testo definitivo, affinché possa essere convertito in legge regionale entro il mese di luglio, con l’individuazione delle risorse finanziarie per far fronte al processo di riordino. Le scriventi sottolineano che tale passaggio, rimasto in sospeso in attesa della tardiva emanazione del DL 78/2015, si rende non più rinviabile alla luce delle nuove disposizioni che non fanno che appesantire il percorso di riordino e le scelte politiche di merito e alla luce delle criticità più volte segnalate e relative alla complessiva tenuta finanziaria specie, ma non solo, della Provincia di Potenza e della sua debole capacità di garantire gli stipendi dei lavoratori.
Alla riforma va, dunque, data una spinta netta che approdi nel breve termine nell’approvazione di un testo di legge regionale che, beninteso, garantisca servizi, livelli occupazioni, ruoli professionali e competenze.
Un ulteriore differimento di questo importante e decisivo adempimento comporterebbe conseguenze irreversibili e, nell’immediato, sta già esplicando effetti negativi a catena, sullo stesso funzionamento delle due Province, sui rapporti interni al personale e, non ultimo, sulla contrattazione decentrata presso i due Enti.
BAS 03