"Ho partecipato stamani alla manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil in occasione dello sciopero per sostenere le richieste avanzate al governo Monti. Ho ritrovato parte dei tanti lavoratori e dirigenti sindacali che negli ultimi anni si sono battuti, in modo diverso, per riaffermare la centralita' del lavoro scomparso dall'agenda della modernita', affidata all'individualismo e alla precarieta' come condizione di vita". Lo dichiara Pietro Simonetti, presidente Centro studi e ricerche econonico-sociali.
"Uniti – prosegue – si puo' ancora tornare a tutelare gli interessi dei lavoratori,che sono quelli del paese e della Basilicata? Credo di si. La divisione sindacale degli ultimi anni, ognuno potrà giustificare la sua autonomia e portare argomenti. Nessuno potra negare l'effetto devastante prodotto sulle condizioni di lavoro e di disoccupazione.non solo per il paese ma anche in Basilicata. I compagni, gli amici ,anche i colleghi delle sigle sindacali autonome,che ho incontrato stamani avevano tutti, dico tutti, i segni di una volonta' per mettersi alle spalle, non un grande futuro come si diceva negli anni ottanta, ma un recente passato non privo di errori,divisioni, scorciatoie liberistiche e tante altre cose che ha presentato il conto. Ho visto una nuova possibbilita'. A cominciare dai compagni della Cgil che nei prossimi giorni avranno il nuovo segretario regionale. Non sara'
lucano. Non dovrebbe essere un problema per la cultura della confederazione. In tanti anni c'e stato uno scambio continuo di quadri dal nord al sud e non solo dopo il terremoto. L'importante e' risintonizzare il movimento sindacale con la condizione materiale dei lavoratrori e dei disoccupati nonche' con le popolazioni. Idee, progetti, lotte il passato dietro le spalle puo' influire sul futuro in unità discutendo, partecipando, lottando. Ce n'è bisogno".
BAS 05