Servizio sanitario, Rosa (Lb-Fdi): mancanza di trasparenza

Il consigliere aveva chiesto i motivi per i quali erano stati riaperti i termini di presentazione delle domande per il conferimento dell’incarico di direttore responsabile del dipartimento interaziendale del Servizio sanitario regionale

&ldquo;Pi&ugrave; che di &lsquo;rivoluzione&rsquo; questa volta si tratta proprio di &lsquo;involuzione&rsquo;, di regressione ad una politica che speravamo fosse superata e che, invece, si ripresenta con volti nuovi ma con le medesime logiche&rdquo;. A sostenerlo il consigliere regionale di Laboratorio basilicata che &egrave; anche capogruppo regionale di Fratelli d&rsquo;Italia &ndash; Alleanza nazionale, Gianni Rosa.<br /><br />&ldquo;A inizio febbraio – afferma Rosa – avevo annunciato la presentazione di un&rsquo;interrogazione urgente affinch&eacute; la Giunta spiegasse chiaramente i motivi per i quali sono stati riaperti i termini di presentazione delle domande per il conferimento dell&rsquo;incarico di direttore responsabile del dipartimento interaziendale del Servizio sanitario regionale &lsquo;centrale di committenza&rsquo;, ovvero di quella stazione unica appaltante nata per assicurare la trasparenza nella gestione di contratti di acquisti del servizio del servizio sanitario&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Per comprendere la poca trasparenza nelle scelte regionali &ndash; continua Rosa – le quali si muovono sempre nella direzione di una logica spartitoria e clientelare delle nomine dirigenziali negli enti ed aziende pubbliche e all&rsquo;interno dell&rsquo;ingerenza del Presidente &lsquo;rivoluzionario&rsquo; nella gestione degli assessorati, occorre analizzare quelle che sono le motivazioni alla base della delibera n. 65 del 2014. Nella menzionata delibera espressamente si dichiara che &lsquo;(&hellip;) non &egrave; stato possibile individuare il candidato maggiormente idoneo a ricoprire l&rsquo;incarico, in quanto la Giunta regionale che avrebbe dovuto adottare il relativo provvedimento, a seguito delle dimissioni del suo presidente, non si &egrave; trovata nella pienezza di poteri conferiti dalla legge (&hellip;)&rsquo; ed ancora &lsquo;(&hellip;) considerando che &egrave; trascorso un lungo lasso di tempo dalla pubblicazione dell&rsquo;avviso e che, nel frattempo, si &egrave; insediata la nuova Giunta regionale, per cui si rende necessaria, anche in ossequio al consolidato principio dell&rsquo;economicit&agrave; dell&rsquo;azione amministrativa, una riapertura dei termini al fine di consentire una pi&ugrave; ampia facolt&agrave; di scelta tra un maggior numero di candidati&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Le spiegazioni fornite nella delibera &ndash; dice il consigliere – non convincono e non convincono ancor di pi&ugrave; a seguito delle risposte alla nostra interrogazione. L&#39;impressione, ancora una volta, &egrave; che si debba sistemare o favorire qualche &lsquo;amico&rsquo;. L&rsquo;assessore Franconi avrebbe dovuto spiegare, innanzitutto, perch&eacute; la riapertura dei termini di presentazione delle domande garantirebbe un&rsquo;economicit&agrave; dell&#39;azione amministrativa, considerato che l&rsquo;unica motivazione addotta nella delibera &egrave; quella delle dimissioni dell&rsquo;ex Presidente della Giunta; in secondo luogo, avrebbe dovuto spiegare perch&eacute; la riapertura dei termini assicurerebbe la selezione di un candidato pi&ugrave; idoneo. La risposta dell&rsquo;assessore, nella seduta del 25 febbraio scorso, ci ha deluso ed ha confermato ancora di pi&ugrave; i nostri sospetti.<br />Infatti, affermare che la riapertura dei termini permette a chi ha, nel frattempo, maturato i requisiti per partecipare di poter presentare domanda e a chi l&rsquo;ha gi&agrave; presentata di integrarla non risponde al requisito di economicit&agrave;, per quello sarebbe bastato chiedere l&rsquo;integrazione dei titoli a coloro i quali avevano gi&agrave; aderito al bando, ma sconfina sicuramente nell&rsquo;eccesso di potere. Delle due l&rsquo;una. O chi ha gi&agrave; presentato la domanda non &egrave;, per riprendere le parole della delibera, &lsquo;maggiormente idoneo&rsquo;, e allora dovrebbe essere escluso dalla selezione. O, se &egrave; idoneo, non si comprende il perch&eacute; della necessit&agrave; di infoltire la lista. Infatti, anche partecipassero altre persone che, solo ora, hanno acquisito i titoli necessari per prendere parte alla selezione, quelli che gi&agrave; li avevano quattordici mesi fa sarebbero comunque pi&ugrave; titolati perch&eacute; con quattordici mesi in pi&ugrave; di esperienza. Quindi la scelta, se la selezione si fa per merito e non per conoscenza, ricadrebbe inesorabilmente su chi ha gi&agrave; presentato domanda&rdquo;.<br /><br />&ldquo;L&#39;attualizzazione e il possibile ampliamento della platea dei concorrenti ammissibili alla selezione &ndash; sottolinea Rosa – sbandierate dall&rsquo;assessore come motivazioni per la riapertura dei termini, in sede di risposta all&rsquo;interrogazione, paiono, alla luce di quanto detto, le solite scuse per consentire una gestione &lsquo;allegra&rsquo; della lista dei nominandi da parte di Pittella, favorita dalla connivenza della Franconi. La longa manus pittelliana si svela, poi, quando alla mia domanda rivolta all&rsquo;assessore su quante persone avessero partecipato al bando, la Franconi, ignorando il numero preciso, risponde una ristretta lista. Pittella precisa, dodici&rdquo;.<br /><br />&ldquo;L&rsquo;assessore &ndash; secondo quanto riferisce Rosa – non si era neanche premurata di informarsi sul numero dei partecipanti, mentre ben lo sapeva il presidente che, evidentemente, ne ha pi&ugrave; interesse. Insomma, la solita vecchia politica camuffata con facce nuove&rdquo;.<br />&nbsp;&nbsp;

    Condividi l'articolo su: