Il capogruppo regionale di Lb-Fdi: “L’Ente Parco dell’Appennino Lucano si inventa la professione di ‘guardatori di tubi’”. Presentata una interrogazione per chiedere l’annullamento del bando
“L’Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano ha pubblicato, il 22 gennaio scorso, un bando di gara per la realizzazione del Progetto Security. Parliamo della molto pubblicizzata ispezione visiva e ambientale nel territorio del Parco sul corretto funzionamento delle condotte per il trasporto a distanza di idrocarburi, per la ‘modica’ cifra di 3.403.868,87 Iva esclusa”. A darne notizia il consigliere regionale di Laboratorio Basilicata – Fratelli d’Italia, Gianni Rosa.<br /><br />“Le domande a Pittella, poste con la nostra interrogazione presentata ieri – dice Rosa – sono tante. Anzi tantissime. Il progetto, in pratica, nonostante la grande pubblicità fatta all’iniziativa, riguarda semplicemente l’attività di controllo visivo, ovvero andare sul posto e guardare, tutti i giorni, per 3 anni, le condotte che rientrano nel territorio del Parco. Ma ci chiediamo: è possibile spendere quasi 4.000.000 di euro per assumere persone che devono guardare dei tubi?”<br /><br />“L’Ente Parco – continua Rosa – travalicando quelle che sono le sue competenze, fa finta di ignorare tutta la legislazione nazionale e regionale in materia per fare un po’ di clientela. Sembra che, dopo anni di attività petrolifera, l’Ente Parco scopre solo oggi di avere delle condotte che trasportano materiale inquinante e sente l’esigenza di controllare. Quello che ci viene prospettato, quindi, è che in tutti questi anni queste ‘benedette’ condotte non sarebbero state sottoposte ad alcun controllo. Nulla di più assurdo. Non ci sfugge, poi – aggiunge il consigliere – che nel bando non è richiesta alcuna competenza specialistica da parte di chi dovrebbe svolgere l’attività di controllo, del resto non ci vuole molto a guardare delle condotte, il che permette di avere mani libere sulle assunzioni. Non è che è necessario fare un concorso per ‘guardatori di tubi’. Ricordiamo ancora – afferma Rosa – le ‘assunzioni a comando’ per rinforzare la segreteria del Presidente della Regione, quindi, le manovre clientelari dell’Ente Parco non ci meravigliano più. Quello che ci disturba, e non poco, è che si utilizzino risorse rinvenienti dalle royalties e destinate al controllo ambientale per, nel migliore dei casi, assumere qualche clientes”.<br /><br />“Essendo risorse anche regionali – conclude Rosa – abbiamo chiesto l’annullamento del bando e le intenzioni del Presidente della Regione rispetto a tale richiesta”.<br />