Papaleo (Maestri del lavoro) su condizione giovanile

“Un recente studio ci ricorda come in Italia vi sono 1.700.000 giovani che hanno terminato gli studi e pur cercando lavoro non lo hanno ancora trovato. Nel Mezzogiorno, Basilicata compresa, la percentuale che nel resto di Italia è pari al 30% della forza lavoro totale, rappresenta ben il 50%. È questo il popolo in crescendo dei “né, né” (né studio, né lavoro). Cittadini che dovrebbero rappresentare il futuro di una nazione ma che paradossalmente vengono deprivati della dignità, esposti alla noia ed alla depressione, fino a prefigurare un assurdo approdo verso la devianza”. È un passaggio di una lunga analisi su politica, società ed economica affrontata da Antonio Papaleo, console dei maestri del lavoro della Basilicata.
“E’ verso questa parte fondamentale di popolo – ricorda Papaleo – che bisognerebbe drizzare le antenne e chiedersi cosa è possibile fare per loro. Non ci si rende conto fino in fondo che, nella migliore delle ipotesi, emigrano, portando altrove la freschezza di un ingegno e la passione di una vita, ancora tutta da vivere. La Basilicata, nonostante la vastità del suo territorio, è sempre più misera sotto l’aspetto demografico, tanto da essere a rischio di sopravvivenza istituzionale, stante le voci che si rincorrono circa la costituzione in macro-regione di un sindacato confederale. Una spia pericolosa di un malessere che va montando – conclude Papaleo – e che minerebbe in modo grave l’integrità del popolo lucano”.

bas 07

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