Open data, Mollica: superare il muro della burocrazia

Intervenendo nella Giornata della trasparenza il presidente ha sostenuto che occorre “dare concreta attuazione al principio secondo cui i dati prodotti dalle istituzioni appartengono alla collettività e devono essere disponibili e riutilizzabili”

&ldquo;I dati aperti sono dati che possono essere liberamente utilizzati, riutilizzati e ridistribuiti da chiunque, soggetti eventualmente alla necessit&agrave; di citarne la fonte e di condividerli con lo stesso tipo di licenza con cui sono stati originariamente rilasciati&rdquo;. Per il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Francesco Mollica, in questa frase di Laura Newman &ldquo;trova la sua esplicitazione tutto il lavoro che deve essere messo in campo nella nostra regione&rdquo;.<br /><br />&ldquo;La nostra Regione &ndash; ha detto il presidente nel suo intervento alla &#39;Giornata della trasparenza 2016 del sistema Basilicata&#39; che si &egrave; tenuta oggi nella Sala Inguscio – in molte occasioni ha perso la possibilit&agrave; di essere pioniera in alcuni settori e materie a causa dei ritardi nel corso dell&rsquo;iter di approvazione di norme. &Egrave; il caso della mia proposta di legge sugli open data presentata nel 2014 ma che, ad oggi, continua a rimanere nei cassetti delle Commissioni. La proposta di legge vuole consentire alla Regione di intervenire per abbattere quel muro di burocratizzazione e spesso incomprensioni tra pubblica amministrazione e cittadini e recuperare comunque terreno rispetto alle altre Regioni&rdquo;. Il presidente ha poi sottolineato la necessit&agrave; &ldquo;di dare concreta attuazione al principio secondo il quale i dati prodotti dalle istituzioni pubbliche appartengono alla collettivit&agrave; e quindi devono essere disponibili e riutilizzabili&rdquo;.<br /><br />&ldquo;La Regione Basilicata &ndash; ha aggiunto Mollica – attraverso una delibera del novembre 2014, mette a disposizione il portale &lsquo;dati.regione.basilicata.it.&rsquo; ma ci&ograve; non basta. Negli anni &#39;90, grazie soprattutto alla legge n. 241/1990, &egrave; cambiato radicalmente il rapporto tra la pubblica amministrazione e il cittadino. La prima non &egrave; pi&ugrave; una scatola chiusa che opera e decide all&#39;oscuro dei cittadini. Oggi il cittadino d&agrave; inizio ad un procedimento, ne pu&ograve; controllare l&#39;iter, deve ricevere comunicazioni dalla pubblica amministrazione, deve sapere chi &egrave; il responsabile del procedimento, pu&ograve; richiedere l&#39;accesso agli atti&rdquo;. Secondo Mollica, &ldquo;la trasparenza della pubblica amministrazione, di procedure, incarichi, commesse e operato, &egrave; un elemento fondamentale di sostegno all&rsquo;eticit&agrave; dei comportamenti e quindi di lotta alla corruzione, di promozione del merito e della concorrenza. La trasparenza &egrave; inoltre una delle basi per un corretto e pieno rispetto del principio di democrazia e con l&#39;ausilio delle nuove tecnologie pu&ograve; consentire di realizzare nuove forme di partecipazione e collaborazione&rdquo;.<br /><br />&ldquo;L&rsquo;altra faccia della medaglia &ndash; ha poi concluso il presidente del Consiglio regionale – riguarda la privacy. Il tema diviene particolarmente delicato quando &egrave; in discussione la riservatezza e il diritto alla protezione dei dati personali perch&eacute;, in questo caso, occorre tenere in adeguata considerazione le conseguenze ed i rischi per la vita privata delle persone interessate; rischi derivanti dalla crescente e generalizzata accessibilit&agrave; alle informazioni del settore pubblico prevista dal d.lgs. n. 33 del 2013 mediante la pubblicazione dei dati sul web&rdquo;.&nbsp;

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