“In campagna elettorale sbandieravano che con 50.000 euro e in tre mesi di tempo, la piscina comunale sarebbe ritornata in funzione. Finalmente sabato scorso l’apertura. Apprendiamo che ci sono voluti due anni e 309mila euro!” E’ quanto dichiarano in una nota i gruppi consiliari “Io amo Melfi” e “Insieme per la città” che precisano : “ Per la verità i conti non ci tornano: non aggiungono gli ultimi spiccioli spesi che fanno lievitare la spesa a 311mila euro. Non aggiungono gli 84mila euro pagati per i professionisti che avevano redatto un “vero” progetto. Partiti con un progetto di circa 170 mila euro se ne sono ritrovati a spendere circa il doppio. E senza nessuna gara di appalto. Ma ci preoccupa qualcosa di cui siamo venuti a conoscenza: la Regione Basilicata ha restituito il certificato di idoneità statica in quanto ritenuto non conforme alle vigenti norme tecniche. Ai fini della pubblica incolumità occorre un certificato di idoneità statica e sismica. La nota è del 19 luglio. Il Comune rilascia l’agibilità il 9 luglio. Il 12 settembre risponde alla Regione ritenendo di aver agito correttamente. Ma del deposito, previsto dalle norme tecniche, non c’è traccia. Non c’è il numero che lo attesta. Non c’è la data che lo certifica. Trattare la pubblica incolumità con superficialità ci spaventa”.
BAS09