“L’agricoltura sociale rappresenta una possibilità sempre più concreta per lo sviluppo delle aree rurali consentendo l’integrazione del reddito delle imprese agricole. Viviamo in un tempo in cui sono in crisi i sistemi di welfare, non solo perché si vanno progressivamente riducendo le risorse finanziarie pubbliche destinate ai servizi sociali, ma soprattutto perché senza un ripensamento organizzativo di tali servizi è difficile dare risposte personalizzate ai bisogni nuovi di una società in cui l’aspettativa di vita tende ad allungarsi. In tale contesto, l’agricoltura si presenta come una grande opportunità, in quanto può mettere in gioco, all’interno delle reti locali di protezione sociale, risorse inusuali, come quelle ambientali e produttive, e legami comunitari fondati sulla reciprocità, che consentono di diversificare i servizi alla persona e di favorire percorsi efficaci di inclusione socio-lavorativa per un numero più ampio di individui”. Lo dichiara Vilma Mazzocco, assessore all’Agricoltura della Regione Basilicata, commentando l’indagine conoscitiva sull’Agricoltura Sociale della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati e presentata ieri a Roma durante la Commissione delle Politiche Agricole, incontro al quale l’assessore ha partecipato.
“L’agricoltura sociale – continua la Mazzocco – rappresenta l’insieme di pratiche in cui le comunità locali si fanno carico del disagio sociale e realizzano percorsi di promozione umana e di giustizia sociale mediante il contatto con le piante e gli animali, l’utilizzo dei processi agricoli, i legami informali tra gli individui propri dei contesti rurali e la costruzione partecipata dei paesaggi come luoghi dell’identità, dell’abitabilità e dell’operosità creativa.
L’idea è quella di valorizzare il ruolo multifunzionale dell’impresa agricola: non più solo produttrice di beni ma anche di servizi sociali, ambientali, didattici, turistico e ricreativi. Si tratta di funzioni che rappresentano modalità d’integrazione del reddito aziendale, contribuendo al mantenimento e alla creazione di nuove opportunità occupazionali in aree rurali, attraverso il sostegno di investimenti volti a favorire il miglioramento delle strutture, l’accrescimento dell'attrattività e vitalità dei territori rurali.
Anche in Basilicata si sta sviluppando una rete di fattorie sociali che coinvolge uno spettro ampio di soggetti (agricoltori, operatori sociali, tecnici, enti, associazioni, cooperative, fondazioni e istituti) in programmi territoriali che, nell’integrare bisogni sociali e offerta di beni e servizi, promuovono un nuovo rapporto tra aree urbane e rurali. Diventa necessario favorire processi aggregativi intorno a progetti che sono ideati insieme dagli agricoltori e dai soggetti pubblici e privati che operano nel sistema integrato d’interventi e servizi sociali con un’azione molto forte volta a trasformare nuovi e diversi bisogni sociali in domanda strutturata di servizi. Tutto questo richiede animazione territoriale, formazione per la progettazione, sviluppo di processi partecipativi. Si tratta, del resto, di percorsi di sviluppo rurale che i Piani di azione locale, promossi dai GAL, metteranno in campo attraverso diverse azioni e misure. E’ utile ricordare, al riguardo, che la Regione Basilicata, nell’abito del Psr 2007-2013, ha emanato il bando 311 che, nell’azione B, prevede investimenti in aziende agricole per la creazione e l’ampliamento di fattorie multifunzionali, con particolare attenzione all’ agricoltura sociale”.
BAS 05