Manifesto Q-Ista: scrittori di tutto il mondo unitevi

E’ l’appello dei sei ragazzi del “Circolo di Q” dell’Unibas che hanno presentato il loro quindicinale grazie all’impegno della presidente del Corecom, Giuditta Lamorte, e del presidente del Consiglio regionale, Francesco Mollica

Nella sala &quot;B&quot; del Consiglio regionale non si &egrave; trattato della solita conferenza stampa con i vari ruoli gi&agrave; ben assegnati e stabiliti nel loro ordine. Non si &egrave; trattato, quindi, del solito clich&eacute;, a partire dalle postazioni occupate: seduti al tavolo dei relatori vi erano infatti, loro, i ragazzi, i veri protagonisti dell&rsquo;evento, i veri artefici di un modo di fare comunicazione fatto di novit&agrave;, ma che non vuole essere nuovo a tutti i costi, costruito non solo su fatti di recente accadimento, ma riprendendo, anche, un passato foriero di sviluppi e tuttora valido, ancora vivo e di esempio per un modus vivendi delle nuove generazioni troppo spesso ingiustamente bistrattato. Una scrittura che significa novit&agrave; e riscoperta e in primo luogo comunicazione di sentimenti e&nbsp;situazioni.<br /><br />&ldquo;Recupero del passato &ndash; ha detto Nicola Sileo, uno dei componenti del Circolo di Q &ndash; riproponendolo sotto una luce nuova. Importante &egrave; cercare un canovaccio per dare voce al pensiero. Gli stili sono differenti, legati alle attitudini di ognuno di noi, simile e condiviso l&rsquo;amore per la scrittura e la letteratura che porta a comprendere come &lsquo;fare&rsquo;, come &lsquo;realizzare&rsquo;. Non &egrave; importante parlare di classicismo o di beat generation, fondamentale &egrave; la loro reinterpretazione, imperante, per usare un termine forte, &egrave; il pluralismo, mettendo a confronto generazioni e loro espressioni profondamente connesse a giudizi, spesso maldestri, o quanto meno poco attenti. Capire, dunque, l&rsquo;importanza di andare avanti nello scrivere, nel riconoscere alla poesia il suo essere vero, le sue grandi opportunit&agrave; comunicative, la sua grandezza nell&rsquo;offrire emozioni e sensazioni, in un mondo che i giovani credono e vivono in modo diverso, trovando il giusto excursus per entrare in una realt&agrave; che non &egrave; chiusa, ma pronta a premiare chi cerca il cursus honorum di cui discorrono Cicerone e Callistrato&rdquo;.<br /><br />Gli altri ragazzi, tutti iscritti al Dipartimento di Scienze umanistiche dell&rsquo;Unibas, che hanno presentato i loro lavori, illustrandone contenuti e significato, sono Antonio Biscione, Valeria Iannuzzi, Raffaele Ambrosio, Francesca Berillo e Francesco Satriano.<br /><br />La presidente del Corecom, Giuditta Lamorte, che ha mostrato il primo numero del periodico patrocinato dal Comitato, ha spiegato che ogni disegno che compare sulla Q che, in realt&agrave; &egrave; un cerchio, diviene un racconto, &egrave; poesia, &egrave;&nbsp;una rappresentazione, &egrave; il punto di partenza che va dal quotidiano per scendere nei meandri dell&rsquo;animo, cercando di comunicarlo agli altri.<br /><br />&ldquo;L&#39;era moderna &ndash; ha detto Giuditta Lamorte -&nbsp; &eacute; caratterizzata dal dominio assoluto della tecnologia, in una situazione di questo genere diventa difficile parlare di poesia. Smartphone, webtv, webradio computer, l&#39;avanzare di quella che il rapporto eurispe/telefono azzurro definisce la generazione degenerata e di tutto ci&ograve; che per tenerci informati riduce drasticamente i tempi della comunicazione, azzerando i tempi del pensare, ci porta a ritenere che la poesia non abbia alcuno spazio. In un passato non molto remoto &ndash; ha ricordato Giuditta Lamorte – c&#39;era la lettera con i suoi tempi di riflessione, le cancellature e i fogli appallottolati, oggi nell&#39;accelerare continuo della vita, la poesia non ha pi&ugrave; un suo luogo. I ragazzi del circolo di Q ci hanno per&ograve; dimostrato, questa mattina, che &egrave; possibile ancora riflettere, riconquistare il pensare e la poesia &egrave; una &lsquo;possibilit&agrave; sospesa&rsquo;, una possibilit&agrave; di recuperare e ripristinare il valore e il concetto del tempo&rdquo;.<br /><br />Il presidente Mollica &ldquo;si &egrave; detto meravigliato del fatto che, nonostante la sua mole, i ragazzi siano riusciti a farlo sentire piccolo. L&rsquo;auspicio &ndash; ha detto Mollica &ndash; &egrave; che il vostro insegnamento di oggi, a testimonianza che il giusto modo di porsi, di operare e, soprattutto , di comunicare, non sempre viene dai grandi, &egrave; quello che continuiate con testardaggine, con forza, con le capacit&agrave; dimostrate e con la cultura che esprimete. Siete voi che avete trovato il giusto mezzo per poter cambiare realmente il mondo. Dante ha sussurrato che bisogna &lsquo;seguire virtute e conoscenza&rsquo;, ecco in questo momento voi lo state facendo, dando alla cultura il senso pi&ugrave; opportuno che pu&ograve; divenire, perch&eacute; no? fare politica, essere consiglieri regionali per lo sviluppo di questa regione, evitando il fallimento di un&rsquo;intera societ&agrave;. E lasciate a noi estranei &ndash; ha chiesto Mollica &ndash; contaminare il vostro mondo, lasciateci entrare nella vostra rete che non &egrave; certamente chiusa, bens&igrave; a maglie larghe, lasciateci &lsquo;contagiare&rsquo; il Circolo di Q da voi creato, interagire con il vostro pensiero. La Basilicata ha bisogno di voi e il vostro scritto, come avvenuto oggi, deve &lsquo;salire in cattedra&rsquo;&rdquo;.<br /><br />Patrizia Del Puente, docente di glottologia e linguistica presso l&rsquo;Universit&agrave; degli Studi della Basilicata, che ha coordinato il gruppo, ha sottolineato che: &ldquo; Spesso studiare Lettere &egrave; per alcuni e secondo una malsana convinzione come non essere capaci di fare il resto, di addentrarsi in altri settori. Non &egrave; vero. Il pensiero moderno &egrave; frutto degli incontri degli intellettuali nel salotto di madame De Stael. Per troppo tempo gli umanisti dono rimasti al di fuori della storia, ma ecco che ora sono i giovani a rivalorizzare i principi che vanno ben al di l&agrave; della conoscenza fine a se stessa, ma sono l&rsquo;input per una scienza totale che indirizza il cammino umano, un cammino quello dei giovani che va spalleggiato e accompagnato. I ragazzi aprono ad una speranza. Che giovani &ndash; ha proseguito &ndash; letterati siano disposti a mettersi in gioco per cercare di cambiare un pensiero ed una societ&agrave; che stanno loro stretti e lo fanno esponendosi in prima persona, comunicando, cio&egrave;, se stessi con rabbia, con la loro debolezza che divengono, per&ograve;, espressione di una potenziale forza capace di cambiare, mi auguro, la societ&agrave;, &egrave; di grande lungimiranza e dimostra che la volont&agrave; unita alle capacit&agrave; sono davvero maestre non solo di vita, ma di rapporto quotidiano, anche utilizzando modalit&agrave; meno comuni di quelle usuali&rdquo;.<br /><br />Intervenuta, anche, la componente del Corecom, Morena Rapolla, che, facendo riferimento a Gianni Rodari, ha paragonato &quot;la parola ad un sasso lanciato in uno stagno. I ragazzi con questa pubblicazione, hanno fatto un piccolo, grande miracolo: hanno aggiunto un ulteriore elemento di riflessione a quei cerchi creati dal sasso, sono riusciti a costruire un ponte attraverso il quale fare dono delle loro poesie al lettore, in un&#39;era dove l&#39;alienazione, la paura e l&#39;incapacit&agrave; di fermarsi ad ascoltare l&#39;altro ancora imperano con assordante prepotenza&rdquo;.<br />

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