La scuola al centro dell'assemblea Flc Cgil

 “Restituire dignità all’insegnamento e tutelare il diritto allo studio. Questi gli obiettivi del referendum sulla scuola relativo all’abrogazione di alcune norme contenute nella legge 107 del 2015 e tema centrale dell’Assemblea Generale regionale della FLC CGIL di Basilicata che sosterrà tutti i quesiti referendari e darà il proprio concreto sostegno alla raccolta delle firme”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa della Cgil.
“Con i quattro quesiti referendari si vogliono cancellare la chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici, il cosiddetto school bonus che permette ai primari di poter finanziare direttamente le singole scuole pubbliche e private, l’istituzione dei Comitati di valutazione e l’obbligatorietà delle ore di alternanza scuola-lavoro. Sono i punti sostanziali e centrali di una riforma della scuola appiattita su un’ideologia del comando e della subalternità della scuola alle logiche economiche, mentre sacrifica ruolo, funzione e missione della scuola pubblica”.
Dichiara Angelo Summa, segretario generale Cgil Basilicata: “Si tratta di un’iniziativa di forte mobilitazione contro la devastazione dei diritti che si attua con la 107/15 – La Buona Scuola, ledendo l’autonomia e la dignità dell’insegnamento.
Il referendum sulla scuola segue pertanto di pari passo quello sul lavoro e il Jobs Act con la già avviata raccolta firme per la Carta dei diritti universali del lavoro e tre quesiti referendari abrogativi che rimettono al centro la presa in carica dei lavoratori precari e parasubordinati, cancellando le norme che hanno precarizzato il lavoro”.
Aggiunge Domenico Pantaleo, segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL: “La scuola è un organismo costituzionale. Mercificarne il lavoro è minare la democrazia. E’ qui l’anello di congiunzione tra i due referendum, quello della scuola e quello del Jobs Act: entrambi mirano a garantire la libertà, stabilità e dignità del lavoro. Il settore della conoscenza ha bisogno di cambiamenti che non possono ridursi alle deleghe che riguardano scuola pubblica, università, ricerca, conservatori e accademie”.
A livello regionale un contesto del genere, come precisa Eustachio Nicoletti, segretario generale Flc Cgil Basilicata “è necessario che il governo regionale metta in atto degli interventi convergenti, che rispettino la scuola limitando la migrazione intellettuale, anticipando i bisogni e garantendo trasparenza sulla formazione professionale qualificando gli istituti professionali nell’ottica di un’alternanza scuola lavoro”.
Scuola, università e mondo del lavoro sono i tre assi su cui la CGIL Basilicata punterà dunque nei prossimi mesi. Conclude Summa: “In Basilicata abbiamo una legge per il diritto allo studio ferma al ‘79. Il calo demografico e le scarse risorse mettono seriamente a rischio l’Università lucana. La Regione Basilicata conceda gli strumenti necessari per garantire non solo il diritto allo studio ma i servizi, scegliendo di investire nelle infrastrutture sociali indispensabili a costruire quel pezzo di servizi di cui la Basilicata e il Sud in generale sono privi e su cui si regge non soltanto il PIL nazionale ma la coscienza politica di un Paese”.
bas04 

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