Giovedì 21 maggio, ore 17, presso la Sala degli Specchi del Teatro Stabile di Potenza, verrà presentato il volume di Carmine Cassino (Diuss-Unibas) “La comunità italiana in Portogallo nel primo Ottocento. Emigrazione, politica e identità” (Edizioni Æ, 2026, 306 pp.)
L’opera edita dalla casa editrice Affinità Elettive di Ancona nella collana “Il fiuto dell’Orco” (diretta da Salvatore Botta, Università di Bologna) prova a fare nuova luce sull’identità italiana fuori dai confini peninsulari e prima dell’unificazione politica.
Attraverso un meticoloso studio prosopografico e l’analisi della memorialistica risorgimentale, Cassino ricostruisce la vita di una comunità vibrante che, nella capitale lusitana, anticipò le dinamiche del nation-building. In un’epoca di frammentazione regionale, i “genovesi”, “napoletani”, “piemontesi”, “toscani” e altri residenti a Lisbona si riconobbero come parte di un’unica nação, uniti da legami economici, culturali e, soprattutto, religiosi. Infatti, il fulcro di questa comunità era la chiesa di Nossa Senhora do Loreto, nota come la “chiesa degli italiani”. Vera e propria enclave di “suolo patrio” ante-litteram, la parrocchia non era solo un luogo di culto, ma un presidio identitario e amministrativo fondamentale, dove si forgiava il sentimento di appartenenza sovra-regionale attraverso rituali condivisi e la tutela dei privilegi giuridici della comunità.
Tutto ciò accade nella Lisbona divenuta crocevia atlantico dell’esilio risorgimentale, in cui l’esulato va a innestarsi in un ambiente sociale in cui vive una comunità dotata di una forte identità, fatta di istanze diverse che però non impedirono il germogliare, in una inedita esperienza condivisa dell’altrove, di una comune appartenenza al di fuori dei confini peninsulari.
Il saggio attraversa i decenni cruciali della prima metà dell’Ottocento, dal Triennio Liberale alla feroce repressione del regime di D. Miguel. Cassino documenta con rigore come la comunità italiana abbia subito persecuzioni, arresti e violenze xenofobe, reagendo però con una solidarietà compatta che superò ogni particolarismo regionale in nome della comune italianità.
Il volume rappresenta uno strumento fondamentale per comprendere il profondo legame secolare che unisce il Portogallo alla nostra penisola e alla nostra cultura.
La prima lucana del saggio è in programma giovedì 21 maggio alle ore 17 presso la Sala degli Specchi del Teatro Stabile di Potenza. Dialogheranno con l’autore i prof. Donato Verrastro (Università della Basilicata) e Maria João Vaz (ISCTE – Istituto Universitario di Lisbona). Saluti istituzionali di Roberto Falotico (assessore alla Cultura del Comune di Potenza).