“Paradossale ciò che accade nel sito Sata di Melfi e più precisamente alla Johnson Controls fabbrica di 160 dipendenti che produce interni per il gruppo Fiat.
Mentre i tre lavoratori della Sata non vengono reitegrati nella produzione dopo la sentenza della Corte di Appello di Potenza, alla Johnson Controls di Melfi nei giorni scorsi sono stati assunti 5 lavoratori della Johnson Controls di Rocca D’Evandro in provincia di Caserta reintegrati con sentenza del tribunale di Cassino”. Lo dichiara la Fiom Cgil Basilicata.
“I 5 lavoratori invece di essere reintegrati nello stabilimento di provenienza cioè Rocca D’Evandro, la Johnson Controls li ha trasferiti presso lo stabilimento della Johnson di Melfi a discapito di altrettanti lavoratori interinali che da 4 anni lavorano come precari presso la Johnson di Melfi e che adesso rimangono a casa.
Riteniamo grave quanto avvenuto nella fabbrica dell’indotto – prosegue la Fiom – che tra l’altro esprime il presidente del Consorzio Acm ing. M.Raveggi, che fa ricorso da circa 3 anni alla cassa integrazione, poichè viene fatta una operazione a danno dei lavoratori del sito di Melfi.
La Johnson deve reintegrare i 5 lavoratori presso il sito di provenienza cioè Rocca D’Evandro ottemperando alla sentenza e non peggiorando le condizioni dei lavoratori che da Cassino si devono allontanare per centinaia di km dalle proprie case, e nello stesso tempo lasciare a casa altrettanti lavoratori precari che da anni sperano in un lavoro più sicuro.
La Fiom-Cgil di Basilicata insieme alla Rsu dello stabilimento, che ha già denunciato quanto accaduto, invita l’azienda e il consorzio Acm a chiarire quanto avvenuto e ripristinare le condizioni senza danneggiare né i lavoratori di Rocca D’Evandro né i lavoratori del sito di Melfi”.
BAS 05