Ex Comunità Montane; sindacati chiedono garanzie lavoratori

In una nota, Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl chiedono “l’immediata convocazione di un incontro nel quale, oltre a definire con immediatezza la corresponsione dei buoni pasto e del salario accessorio” degli operatori delle ex Comunità Montane, attualmente inseriti nel Ruolo Speciale ad Esaurimento della Regione Basilicata, “si discuta del futuro di questi lavoratori che non possono continuare a rimanere in eterno nel limbo del ruolo speciale ad esaurimento e, soprattutto, non possono continuare a subire la mortificazione professionale che hanno vissuto in questi ultimi anni”.
I sindacati ricordano ancora che “dare garanzie per il futuro di questi lavoratori significa, non solo tutela contrattuale, non solo la definizione dei criteri per agevolare i processi di mobilità volontaria presso tutti gli enti/aziende pubbliche, ma anche riaprire da subito il tema della governance delle ex Comunità Montane decretando il superamento definitivo della fallimentare esperienza delle aree di programma e la definizione, all’interno di un piano di riordino territoriale complessivo di una nuova governance che potrebbe certamente ripartire anche dalle mai nate Comunità Locali. Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl, nel proclamare lo stato di agitazione della categoria, precisano che, in assenza di risposte urgenti, verranno messe in campo iniziative di lotta".
I rappresentanti dei lavoratori, inoltre, “lamentano la scarsa praticabilità di una riforma che, partita con la previsione di costituire 7 comunità locali, è poi approdata, tra lo scetticismo delle scriventi, alle 'Aree Programma', enti non codificati negli attuali contesti istituzionali e perciò privi di una dotazione organica. Al momento, sebbene assegnati alle Aree Programma gli operatori, a tutti gli effetti dipendenti regionali, devono poter beneficiare di tutti gli istituti contrattuali e non possono subire intollerabili discriminazioni da questo punto di vista”.

bas 07

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