Il consigliere del Pdl-Fi: “Liberali non si può limitare a dichiarare che l’ultima parola spetta a Telecom. L’azienda faccia conoscere in dettaglio il proprio disegno senza ricorrere a sotterfugi e a dilazioni”
“Condivido la valutazione dei dirigenti dell’Ugl Filotico e Giordano: la vertenza Datacontact registra una gestione istituzionale, anche per responsabilità della Regione, ampiamente inadeguata rispetto agli interessi in campo che riguardano circa 400 posti di lavoro oltre a servizi di pubblica utilità”. Ad affermarlo è il consigliere regionale Paolo Castelluccio (Pdl-Fi) secondo cui “l’assessore Liberali non si può limitare a dichiarare che l’ultima parola spetta a Telecom e quindi a promuovere tavoli solo per rispondere alle sollecitazioni di sindacati e lavoratori, come se si trattasse di incontri formali”.<br /><br />“Nessuno chiede forzature in processi aziendali ma – aggiunge l’esponente di Forza Italia – bisogna pur ricordare a Telecom gli impegni assunti nei confronti dei lavoratori addetti come più in generale per garantire prestazioni importanti per l’intera utenza che paga le stesse prestazioni. L’esigenza prioritaria è quella di assicurare la continuità di svolgimento della commessa a Matera e su questo il Governo, attraverso il Mise, è chiamato a svolgere un ruolo di primo piano. Pertanto il confronto tra le parti deve riprendere su basi diverse mettendo il management di Telecom in condizioni di mostrare al tavolo le carte, vale a dire di far conoscere in dettaglio il proprio disegno senza ricorrere a sotterfugi e a dilazioni”.<br /><br />“La scadenza ravvicinata del 31 marzo – dice ancora Castelluccio – impone tempestività, idee chiare e nervi salti, tutte doti che non sembrano appartenere all’assessore Liberali a differenza dei sindacati, come l’Ugl, che ha dato prova di grande responsabilità con la piena disponibilità a discutere alla luce del sole di ogni progetto, non per questo abbassando la guardia sull’impegno in difesa dei posti di lavoro. Prima di tutto si pone la necessità di mettere fine alle tante e differenti ipotesi che circolano ufficiosamente e di ristabilire serenità tra i lavoratori interessati che equivalgono ad altrettante famiglie e che coinvolgono anche gli altri 900 dipendenti della Datacontact, per un numero complessivo di posti di lavoro che per la realtà materana ha lo stesso ‘peso’ della Fca di Melfi. Trovarsi a fine mese di fronte al ‘fatto compiuto’ – conclude il consigliere del Pdl-Fi – è l’evenienza da scongiurare”.