Cupparo: automotive, fase di forte transizione

La relazione dell'assessore regionale Francesco Cupparo, durante la seduta di oggi del Consiglio regionale. "Non possiamo decidere da soli le grandi traiettorie industriali globali, ma possiamo e dobbiamo accompagnare il sistema produttivo, rafforzarne la capacità di adattamento".

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“Il settore dell’automotive è oggi, probabilmente, uno dei luoghi in cui il cambiamento del nostro tempo si manifesta in modo più evidente e profondo. Non stiamo parlando di una semplice evoluzione tecnologica, ma di una trasformazione strutturale che investe modelli produttivi, lavoro, competenze, filiere industriali e, in definitiva, il ruolo dei territori nella competizione economica globale. In questo contesto si colloca anche la situazione della Basilicata”. Così l’assessore allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo che ha tenuto la relazione oggi nella seduta straordinaria del Consiglio regionale. “La crisi industriale – ha aggiunto – è reale e va riconosciuta, a partire da provvedimenti europei e nazionali – proprio come è accaduto con il riconoscimento di crisi complessa e con i Tavoli al MIMIT  ma va altrettanto chiarito che non siamo di fronte a un collasso né a un cataclisma.  Siamo dentro una cruciale fase di transizione seria, complessa, che richiede governo, visione e responsabilità istituzionale. Sicuramente non possiamo decider da soli le grandi traiettorie industriali globali, ma possiamo e dobbiamo accompagnare il Sistema produttivo, rafforzarne la capacità di adattamento e valorizzarne gli eventuali punti di forza”. Cupparo ha detto inoltre che “lo stabilimento, Fiat prima e adesso Stellantis, di Melfi, per oltre un quarto di secolo ha rappresentato un pilastro dell’economia regionale, sostenendo migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti e consentendo a un’intera generazione di lucani di acquisire competenze industriali solide, nonché di immaginare il future con una certa stabilità e tranquillità anche economica. Questo patrimonio non è alle nostre spalle: è una risorsa viva che va accompagnata nella nuova fase di cambiamento che interessa l’intero comparto a tutte le latitudini del nostro continente”.
Quanto alla fase di transizione, l’assessore ha sottolineato che  “Melfi nel corso del 2025 ha registrato importanti elementi di chiarezza sul piano industriale. Nel mese di ottobre è stata ufficializzata la programmazione della salita produttiva dei nuovi modelli destinati al sito, mentre a novembre 2025 è stata avviata la produzione della nuova Jeep Compass con motorizzazioni elettriche e ibride.  È stato inoltre definito un percorso di graduale incremento dei volumi a partire da gennaio 2026, con il raggiungimento del pieno regime produttivo nel mese di febbraio e l’obiettivo di arrivare a 15 turni settimanali.  Il cronoprogramma prevede, inoltre, il lancio della DS7 nel giugno 2026 e della Lancia Gamma nel settembre 2026, restando in attesa di una decisione definitiva sull’assegnazione della nuova Alfa Tonale, ritenuta strategica per il consolidamento e l’ampliamento della missione produttiva dello stabilimento. Tali scelte industriali, accompagnate da investimenti rilevanti sul piano dell’efficienza energetica, confermano la centralità del sito di Melfi nella strategia del Gruppo, pur in un contesto europeo ancora in evoluzione rispetto alle regole della transizione, rispetto al quale la Regione Basilicata continua a sostenere con forza il principio della neutralità tecnologica e la necessità di coniugare obiettivi ambientali, tutela dell’occupazione e competitività industriale. Noi abbiamo affermato con chiarezza una posizione politica netta: non è possibile governare la transizione industriale senza salvaguardare l’occupazione, la competitività e la produzione in Europa. In questa cornice, il Governo regionale della Basilicata ha lavorato e continua a lavorare in piena sintonia con il Governo Nazionale, affinché: le norme europee risultino meno rigide e più aderenti alla realtà industriale; la transizione non diventi deindustrializzazione; Melfi resti un presidio strategico nazionale ed europeo del settore.

Le nostre – ha affermato l’assessore – sono state interlocuzioni costanti, serie e istituzionali, sempre finalizzate alla difesa del lavoro e non alla propaganda. Un elemento importante che desidero sottolineare è che il nuovo management di Stellantis vede oggi ai vertici figure tecniche cresciute professionalmente a Melfi e lucane di origine. In particolare, desidero ricordare che Francesco Ciancia è a capo della produzione globale di Stellantis; questo può sicuramente facilitare le interlocuzioni necessarie. È stato più volte affermato pubblicamente che “tutto parte da Melfi”. Questo fatto ha rappresentato, per noi, non solo un motivo di orgoglio, ma anche una leva istituzionale importante. Infatti, abbiamo intensificato le interlocuzioni con Stellantis affinché questa forte presenza lucana ai vertici del gruppo possa tradursi in scelte industriali concrete su Melfi, con nuovi investimenti, nuova capacità produttiva e una prospettiva stabile di lungo periodo. Allo stesso tempo, è necessario avere uno sguardo realistico: tutto questo non basta, da solo, a garantire l’equilibrio dell’intero sistema produttivo che ruota intorno allo stabilimento. Una gran parte dell’indotto non ha intercettato le nuove forniture, alcune imprese hanno avviato processi di riorganizzazione, altre hanno subito contrazioni rilevanti. La decisione di internalizzare alcune attività logistiche ha prodotto effetti diretti sull’occupazione e sui servizi collegati. È in questo contesto che va letto il riconoscimento dell’area di Melfi–Potenza–Rionero come Area di crisi industriale complessa. Non come etichetta di fallimento, ma come strumento operativo fondamentale per governare la transizione. Nel 2025 sono stati attivati circa 7 milioni di euro di cassa integrazione per area di crisi, mentre ulteriori 13 milioni di euro sono programmati per il 2026. Le quote maggiori di questi ammortizzatori hanno riguardato imprese dell’indotto automotive come Brose e Magneti Marelli, insieme all’indotto della logistica, a conferma del fatto che la crisi non colpisce un solo anello, ma l’intera filiera.

Cupparo ha detto ancora che “la difficoltà dell’automotive e quella del mobile imbottito non sono due crisi separate. Sono due manifestazioni di una stessa fragilità strutturale del sistema manifatturiero regionale, legata ai cambiamenti tecnologici, ai costi energetici, alla concorrenza internazionale e alla riorganizzazione delle catene produttive.  Ricordo la conclusione operativa della riunione che ho promosso la scorsa settimana con la partecipazione dei consiglieri Cifarelli, Lacorazza, Verri e Araneo. Più che la semplice ricostituzione del Comitato del Distretto del Mobile imbottito (l’ultimo decreto di nomina risale al lontano 21 ottobre 2013), datato anche a causa di una legge nazionale che va sicuramente aggiornata puntiamo su un Tavolo permanente istituzionale con la partecipazione di tutti i soggetti sociali interessati, affinchè si possano prontamente mettere in campo tutte le misure specifiche per venire incontro alle esigenze del comparto. Parallelamente, la Regione Basilicata ha già attivato specifiche misure di politica attiva del lavoro, finanziando con € 4.000.000,00 percorsi di formazione breve e lunga rivolti ai percettori di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro e ai lavoratori a forte rischio di disoccupazione, in particolare coinvolti in procedure di licenziamento nell’ambito di crisi industriali irreversibili. Ulteriori 1.500.000 euro sono stati destinati, nell’ambito dell’Avviso Formazione Continua, alle aziende che fruiscono di ammortizzatori sociali; e 6.000.000. di euro saranno attivati come incentive all’occupazione per questi lavoratori. È infine in fase di definizione un ulteriore avviso volto ad estendere il quadro degli incentivi all’assunzione a specifiche platee di lavoratori disoccupati licenziati a seguito di crisi industriali irreversibili del tessuto produttivo regionale, o che perderanno l’occupazione al termine degli ammortizzatori sociali straordinari. Ma – ha detto Cupparo – governare questa fase non significa limitarsi alla gestione dell’esistente. Significa costruire prospettive.

Per questo stiamo lavorando, e lo abbiamo già proposto al Ministero, alla creazione di un nuovo polo strategico nei settori emergenti, fondato sulle competenze già presenti: meccatronica, componentistica energetica, lavorazioni tecnologiche avanzate; ecco perchè abbiamo riprogrammato le risorse FESR in ottica STEP. Non per sostituire l’automotive, ma per affiancarlo, rafforzando la resilienza del sistema produttivo regionale. Accanto all’industria restano centrali turismo, agroalimentare e cultura, che rendono l’economia lucana più equilibrata e meno vulnerabile ai cicli industriali. Anche questi settori fanno parte della stessa strategia. In conclusione, abbiamo apprezzato il documento presentato dalle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici della Basilicata, un documento che guarda con coraggio e responsabilità al futuro dell’industria. Molte delle proposte contenute in quel documento sono già state avviate e trovano concreta applicazione nelle politiche messe in campo dal Governo regionale. Cupparo rivolgendosi all’Aula: “Questa non è una sfida di parte. È una responsabilità collettiva. Se ci sono alternative, proposte, idee condivise, siamo tutti qui per discuterle e per lavorare insieme.  Perché solo attraverso scelte condivise possiamo governare questa fase di trasformazione e costruire prospettive solide per la Basilicata. La Basilicata non è ferma. È in trasformazione. E il nostro compito è governare questa trasformazione, con realismo, serietà e visione. Governare il cambiamento è la vera sfida del nostro tempo”.

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