Cova, Perrino: le conclusioni della Vis ci danno ragione

Il Portavoce M5s Basilicata: “I drammatici effetti delle estrazioni petrolifere sulla popolazione di Viggiano e Grumento Nova”

&ldquo;L&rsquo;audizione in terza Commissione consiliare sugli esiti della Valutazione d&rsquo;Impatto Sanitario (Vis) condotta sulle popolazioni di Viggiano e Grumento Nova non &egrave; riuscita, di certo, a rendere meno preoccupanti le evidenze gi&agrave; contenute nel documento di sintesi della stessa Vis&rdquo;. E&rsquo; quanto sostiene il consigliere regionale del M5s, Giovanni Perrino, che continua: &ldquo;forte &egrave; l&rsquo;impressione &egrave; che i primi cittadini di Viggiano e Grumento si siano ritrovati in mano una patata bollente che, grazie ad un coraggioso articolo di Leo Amato del Quotidiano del Sud, gli &egrave; sfuggita di mano, diventando di dominio pubblico&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Il documento a nostra disposizione &ndash; precisa Perrino – &egrave; una sintesi di 5 pagine che lascia ben poco spazio ad interpretazioni. Le conclusioni della Vis confermano quanto da noi paventato da tempo: il Centro Oli Viggiano (Cova) &egrave; incompatibile con la Val D&rsquo;Agri, con i cittadini, i residenti e i territori. Il Cova &egrave; un esperimento fallito, la Vis pone un chiaro &lsquo;aut-aut&rsquo;, o il Cova o la Basilicata. Il professor Fabrizio Bianchi, dirigente del Cnr, coordinatore scientifico della Vis, ha descritto molto puntualmente il lavoro svolto, evidenziando come siano state trovate correlazioni tra i dati relativi ai ricoveri ed ai decessi per alcune patologie (dell&rsquo;apparato respiratorio e cardiocircolatorio in particolare) ed i dati legati all&rsquo;inquinamento dell&rsquo;aria (mentre per le falde ed il suolo non sarebbero state riscontrate anomalie, se non in un campione relativo alle acque di falda). In particolare la VIS evidenzia a Grumento e Viggiano che la mortalit&agrave; per tutte le cause per gli uomini &egrave; del +14 per cento rispetto al dato regionale (se consideriamo uomini e donne, +11 per cento), mentre la mortalit&agrave; per malattie del sistema circolatorio tra le donne &egrave; del 19 per cento pi&ugrave; alta del dato regionale (+14 per cento, uomini + donne).&nbsp; Alcuni tumori (stomaco, polmone) mostrano alcuni picchi ma la valutazione delle neoplasie&nbsp; lunga latenza &egrave; molto complessa. Ancora pi&ugrave; alti i dati della mortalit&agrave; nei due comuni se li confrontiamo con i restanti 20 comuni della Val d&rsquo;Agri: la mortalit&agrave; totale per le donne &egrave; pi&ugrave; alta del +19 per cento&nbsp;(+15 per cento&nbsp;considerando donne e uomini insieme), e ancora per il sistema circolatorio (+32 per cento). Certo, il Professore ha sottolineato che non si pu&ograve; parlare di nesso di causalit&agrave; &ndash; continua Perrino – ma certamente di associazione di rischio&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Ci rendiamo conto &ndash; dice l&rsquo;esponente del M5s – che qualsiasi studio possa presentare aspetti che concorrono ad inficiarne la validit&agrave;, ma da qui a derubricarlo a carta straccia ce ne passa e, senz&rsquo;altro, sarebbe gravissimo aver speso oltre un milione di euro per poi dire che si &egrave; semplicemente fatto l&rsquo;ennesimo buco, questa volta nell&rsquo;acqua. Il Professore ha anche sottolineato il fatto che non esistono limiti normativi sulle emissioni degli inquinanti tali da poter scongiurare qualunque pericolo per la salute e la qualit&agrave; dell&rsquo;ambiente. Un po&rsquo; come dire che ci si pu&ograve; ammalare e morire anche se le leggi sono formalmente rispettate: morire a norma di legge? Anche per questo motivo nello studio non sono prese in considerazione tali soglie n&eacute; si &egrave; ritenuto opportuno trascurare di monitorare inquinanti per i quali non esistono affatto limiti normativi. Questo lavoro, al quale ha preso parte anche l&rsquo;Eni, si aggiunge alle altre evidenze poste in essere dalle procure da un anno a questa parte, con le note vicende sullo smaltimento illecito e sullo sversamento dei serbatoi colabrodo&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Oltre ai dati sulle patologie &ndash; aggiunge Perrino – sono molto eloquenti quelli sulla percezione del rischio da parte della popolazione di Grumento e Viggiano, che delineano una situazione da incubo. Il questionario sottoposto a 191 cittadini soggetti allo studio delle funzionalit&agrave; respiratorie parla chiaro: il 66 per cento ritiene grave la situazione del comune di residenza; oltre il 70 per cento ritiene certo o molto probabile contrarre una malattia respiratoria; il 57 per cento una malattia cardiovascolare; il il 50 per cento infertilit&agrave;; oltre il 70 per cento un tumore; il 61 per cento una malattia congenita. Per l&rsquo;87,5 per cento dei cittadini del campione, il Cova rappresenta un pericolo e al 78 per cento suscita emozioni negative&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Nelle prossime settimane molto probabilmente vedremo all&rsquo;opera i professionisti del &lsquo;tuttappostismo&rsquo;, tutti in fila per minimizzare, declassare o, addirittura, confutare le evidenze dello studio. Respingiamo al mittente le accuse di coloro che ci vogliono etichettare come allarmisti o pi&ugrave; semplicemente come coloro che soffiano sul fuoco di una squallida e becera propaganda. Si prenda atto &ndash; conclude Perrino – di questo tragico fallimento e si inizi a tracciare il solco per una transizione definitiva verso un&rsquo;economia veramente green. Non si perda pi&ugrave; tempo: la Basilicata e i suoi cittadini sono allo stremo&rdquo;.<br />

    Condividi l'articolo su: