Consiglio, Santarsiero su articolo 38 e “Sblocca Italia”

L’intervento del consigliere del Partito democratico nel corso del dibattito in Consiglio regionale

&ldquo;La mobilitazione dei nostri giovani, con le loro sensibilit&agrave;, le loro preoccupazioni, le loro sollecitazioni, la loro voglia di futuro, rappresenta per noi una ricchezza, nonch&eacute; un elemento di stimolo e riflessione importante che fa della giornata odierna un momento che rafforza la democrazia della nostra terra&rdquo;.&nbsp; E&rsquo; quanto ha sostenuto il consigliere regionale del Pd, Vito Santarsiero, nel corso della seduta consiliare dedicata allo &ldquo;Sblocca Italia&rdquo;.<br /><br />&ldquo;La Regione Basilicata ha rappresentato negli scorsi sedici anni &ndash; ha proseguito Santarsiero – un vero e proprio serbatoio energetico per l&rsquo;Italia: sono stati estratti complessivamente 56 milioni di tonnellate di petrolio. Se ci&ograve; &egrave; servito al Paese, non &egrave; purtroppo servito alla nostra regione. Non siamo riusciti a tradurre le estrazioni in opportunit&agrave; di crescita e sviluppo per i nostri territori, n&eacute; siamo riusciti a sciogliere ogni dubbio in ordine ai rischi per il nostro ambiente e, soprattutto, in ordine ai rischi per la salute dei nostri concittadini. Fossimo riusciti a fare tutto ci&ograve;, oggi non saremmo qui con queste preoccupazioni e queste tensioni&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Dobbiamo &ndash; ha rimarcato il consigliere – delle risposte e posizioni chiare: Non si va oltre i 154 mila barili al giorno gi&agrave; autorizzati, non uno in pi&ugrave;. Gi&agrave; questo significa incrementare l&rsquo;attuale produzione di 84 mila barili al giorno di altri 70 mila barili, arrivando quasi a raddoppiare la produzione. Il nostro &egrave; e sar&agrave; ancor pi&ugrave; un contributo decisivo per il fabbisogno energetico nazionale. Dobbiamo porre questo limite e dirlo con chiarezza, dirlo in sintonia alla Camera dei Deputati che ha gi&agrave; approvato una mozione in tale direzione, e chiedere al Governo gli atti necessari; Dire che non si va oltre i 154 mila barili al giorno significa fermarsi a quanto autorizzato e quindi&nbsp; bloccare anche i permessi di ricerca al di l&agrave; degli stessi procedimenti amministrativi in corso. Non possiamo continuare a distribuire preoccupazioni alle nostre genti n&eacute; continuare ad impegnare il territorio per le attivit&agrave; petrolifere. Ad oggi sono gi&agrave; impegnati 2100 Kmq per concessioni di coltivazione di olio e gas naturale; tra permessi di ricerca gi&agrave; autorizzati e quelli richiesti, sono interessati altri 4000 Kmq. Non possiamo consentirci tutto ci&ograve;; Procedere ad una rigorosa indagine epidemiologica e alla stesura del registro dei tumori perch&eacute; si comprendano fino in fondo ed in maniera inequivocabile, gli effetti sulla salute da parte delle attivit&agrave; estrattive. Se ci verr&agrave; detto che c&rsquo;&egrave; rischio, anche questo dobbiamo dirlo con chiarezza, dovremmo ripensare alle stesse autorizzazioni gi&agrave; date; &ldquo;L&rsquo;articolo 38 &egrave; sbagliato e va cambiato. Prima ancora che per ragioni giuridico-istituzionali, perch&eacute; sottrae al territorio e al suo sistema istituzionale, ogni diritto di autodeterminazione in materia di tutela ambientale ed uso del suolo.&rdquo; Faccio mia questa affermazione presente in un documento approvato dalla Provincia di Potenza. Dire ci&ograve; significa dire che l&rsquo;articolo 38 va impugnato a meno che non venga prima adeguatamente modificato. Abbiamo le carte in regola per chiedere, per dialogare come abbiamo le carte in regola per impugnare&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Detto questo alcune puntualizzazioni. Grazie anche alla discussione interna al Partito democratico, la cui classe dirigente&nbsp; – ha sostenuto Santarsiero – si &egrave; fatta carico, sia di guardare alle esigenze del Paese che di guardare agli interessi dei lucani, sono stati colti alcuni significativi obiettivi: il 30 per cento delle imposte che vengono pagate dalle compagnie allo Stato, verranno versate alla Regione per tutta la produzione petrolifera eccedente gli 83 mila barili al giorno; il 3 per cento delle risorse pagate dalle compagnie sui ricavi e prima destinate al bonus carburante, vanno oggi ad alimentare un bonus sociale. L&rsquo;accordo siglato con i Sindacati ci consente, con queste risorse, di essere una Regione all&rsquo;avanguardia sulle tutele sociali&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Se sommiamo ci&ograve; al 7 per cento delle royalty &ndash; ha detto ancora Santarsiero – si pu&ograve; valutare che a regime, con 154 mila barili al giorno estratti, si potrebbero introitare dalle estrazioni petrolifere circa 600 milioni di euro all&rsquo;anno, una cifra in grado di cambiare la Basilicata e che ci chiama a scelte precise su investimenti e sviluppo per offrire una vera prospettiva di sviluppo ai Lucani. Sull&rsquo;articolo 38 abbiamo detto che occorre modificarlo. Non va bene il comma 1 bis che ha chiari profili di incostituzionalit&agrave; considerato che esclude le Regioni e gli Enti locali dalla definizione del Piano delle aree. Va recuperato il ruolo della conferenza delle Regioni, dell&rsquo;Anci, oltre che di ogni singola Regione interessata. Come per tale Piano occorre prevedere la VAS (Valutazione Ambientale Strategica). Non va bene il comma 6 che nel titolo concessorio unico esclude totalmente i Comuni. Non basta la loro presenza alla conferenza di servizi, occorre garantire una loro partecipazione attiva e con poteri decisionali. La &lsquo;previa intesa con le Regioni&rsquo; potrebbe anche portare ad una legge che anticipa la posizione della Regione attraverso una concertazione con i Comuni. Circa la VIA (siamo sempre nel comma 6) va difesa la procedura attestata alla Regione. Si &egrave; fatto bene nel passato, non si comprende la volont&agrave; di attestarla a Roma. Si potrebbe porre un limite temporale, trascorso il quale la competenza diventa romana&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Resta, infine, un tema che dovremo approfondire, vale a dire la riforma del Titolo V. Il futuro dell&rsquo;Italia &ndash; sottolinea Santarsiero – &egrave; strettamente correlato a quello che sar&agrave; il suo nuovo impalcato istituzionale. Dopo aver marginalizzato i Comuni e dopo il papocchio delle Province, occorre evitare che i territori perdano autonomia e identit&agrave;. Il ruolo delle Regioni deve essere tutelato e garantito in un rapporto di chiarezza e serena collaborazione con il Governo nazionale. L&rsquo;Italia senza il protagonismo dei territori e senza lo sviluppo locale non ha futuro&quot;.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />

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