L’intervento del consigliere del Partito democratico nel corso del dibattito in Consiglio regionale
“La mobilitazione dei nostri giovani, con le loro sensibilità, le loro preoccupazioni, le loro sollecitazioni, la loro voglia di futuro, rappresenta per noi una ricchezza, nonché un elemento di stimolo e riflessione importante che fa della giornata odierna un momento che rafforza la democrazia della nostra terra”. E’ quanto ha sostenuto il consigliere regionale del Pd, Vito Santarsiero, nel corso della seduta consiliare dedicata allo “Sblocca Italia”.<br /><br />“La Regione Basilicata ha rappresentato negli scorsi sedici anni – ha proseguito Santarsiero – un vero e proprio serbatoio energetico per l’Italia: sono stati estratti complessivamente 56 milioni di tonnellate di petrolio. Se ciò è servito al Paese, non è purtroppo servito alla nostra regione. Non siamo riusciti a tradurre le estrazioni in opportunità di crescita e sviluppo per i nostri territori, né siamo riusciti a sciogliere ogni dubbio in ordine ai rischi per il nostro ambiente e, soprattutto, in ordine ai rischi per la salute dei nostri concittadini. Fossimo riusciti a fare tutto ciò, oggi non saremmo qui con queste preoccupazioni e queste tensioni”.<br /><br />“Dobbiamo – ha rimarcato il consigliere – delle risposte e posizioni chiare: Non si va oltre i 154 mila barili al giorno già autorizzati, non uno in più. Già questo significa incrementare l’attuale produzione di 84 mila barili al giorno di altri 70 mila barili, arrivando quasi a raddoppiare la produzione. Il nostro è e sarà ancor più un contributo decisivo per il fabbisogno energetico nazionale. Dobbiamo porre questo limite e dirlo con chiarezza, dirlo in sintonia alla Camera dei Deputati che ha già approvato una mozione in tale direzione, e chiedere al Governo gli atti necessari; Dire che non si va oltre i 154 mila barili al giorno significa fermarsi a quanto autorizzato e quindi bloccare anche i permessi di ricerca al di là degli stessi procedimenti amministrativi in corso. Non possiamo continuare a distribuire preoccupazioni alle nostre genti né continuare ad impegnare il territorio per le attività petrolifere. Ad oggi sono già impegnati 2100 Kmq per concessioni di coltivazione di olio e gas naturale; tra permessi di ricerca già autorizzati e quelli richiesti, sono interessati altri 4000 Kmq. Non possiamo consentirci tutto ciò; Procedere ad una rigorosa indagine epidemiologica e alla stesura del registro dei tumori perché si comprendano fino in fondo ed in maniera inequivocabile, gli effetti sulla salute da parte delle attività estrattive. Se ci verrà detto che c’è rischio, anche questo dobbiamo dirlo con chiarezza, dovremmo ripensare alle stesse autorizzazioni già date; “L’articolo 38 è sbagliato e va cambiato. Prima ancora che per ragioni giuridico-istituzionali, perché sottrae al territorio e al suo sistema istituzionale, ogni diritto di autodeterminazione in materia di tutela ambientale ed uso del suolo.” Faccio mia questa affermazione presente in un documento approvato dalla Provincia di Potenza. Dire ciò significa dire che l’articolo 38 va impugnato a meno che non venga prima adeguatamente modificato. Abbiamo le carte in regola per chiedere, per dialogare come abbiamo le carte in regola per impugnare”.<br /><br />“Detto questo alcune puntualizzazioni. Grazie anche alla discussione interna al Partito democratico, la cui classe dirigente – ha sostenuto Santarsiero – si è fatta carico, sia di guardare alle esigenze del Paese che di guardare agli interessi dei lucani, sono stati colti alcuni significativi obiettivi: il 30 per cento delle imposte che vengono pagate dalle compagnie allo Stato, verranno versate alla Regione per tutta la produzione petrolifera eccedente gli 83 mila barili al giorno; il 3 per cento delle risorse pagate dalle compagnie sui ricavi e prima destinate al bonus carburante, vanno oggi ad alimentare un bonus sociale. L’accordo siglato con i Sindacati ci consente, con queste risorse, di essere una Regione all’avanguardia sulle tutele sociali”.<br /><br />“Se sommiamo ciò al 7 per cento delle royalty – ha detto ancora Santarsiero – si può valutare che a regime, con 154 mila barili al giorno estratti, si potrebbero introitare dalle estrazioni petrolifere circa 600 milioni di euro all’anno, una cifra in grado di cambiare la Basilicata e che ci chiama a scelte precise su investimenti e sviluppo per offrire una vera prospettiva di sviluppo ai Lucani. Sull’articolo 38 abbiamo detto che occorre modificarlo. Non va bene il comma 1 bis che ha chiari profili di incostituzionalità considerato che esclude le Regioni e gli Enti locali dalla definizione del Piano delle aree. Va recuperato il ruolo della conferenza delle Regioni, dell’Anci, oltre che di ogni singola Regione interessata. Come per tale Piano occorre prevedere la VAS (Valutazione Ambientale Strategica). Non va bene il comma 6 che nel titolo concessorio unico esclude totalmente i Comuni. Non basta la loro presenza alla conferenza di servizi, occorre garantire una loro partecipazione attiva e con poteri decisionali. La ‘previa intesa con le Regioni’ potrebbe anche portare ad una legge che anticipa la posizione della Regione attraverso una concertazione con i Comuni. Circa la VIA (siamo sempre nel comma 6) va difesa la procedura attestata alla Regione. Si è fatto bene nel passato, non si comprende la volontà di attestarla a Roma. Si potrebbe porre un limite temporale, trascorso il quale la competenza diventa romana”.<br /><br />“Resta, infine, un tema che dovremo approfondire, vale a dire la riforma del Titolo V. Il futuro dell’Italia – sottolinea Santarsiero – è strettamente correlato a quello che sarà il suo nuovo impalcato istituzionale. Dopo aver marginalizzato i Comuni e dopo il papocchio delle Province, occorre evitare che i territori perdano autonomia e identità. Il ruolo delle Regioni deve essere tutelato e garantito in un rapporto di chiarezza e serena collaborazione con il Governo nazionale. L’Italia senza il protagonismo dei territori e senza lo sviluppo locale non ha futuro".<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />