Consiglio regionale, modificato il regolamento interno

Eliminata la quinta Commissione (Controllo, Verifica, Monitoraggio), un solo vicepresidente e un solo segretario in ogni Commissione. Lacorazza: “Un altro passo in direzione della diminuzione dei costi di funzionamento di questa istituzione"

Contenere e razionalizzare le spese di funzionamento dell&rsquo;Assemblea, &ldquo;perseguendo le finalit&agrave; della legge n. 122/2010, nel rispetto dei principi costituzionali di buon andamento e imparzialit&agrave; della pubblica amministrazione, anche in considerazione del ridotto numero dei consiglieri regionali&rdquo;. E&rsquo; l&rsquo;obiettivo della proposta di modifica del Regolamento interno del Consiglio regionale, approvata oggi a maggioranza (con 17 voti favorevoli e l&rsquo;astensione dei consiglieri Perrino e Leggieri) dall&rsquo;Assemblea su proposta dei consiglieri Mollica (Udc) e Cifarelli (Pd).<br /><br />Le modifiche riguardano la soppressione della quinta Commissione (le cui funzioni passano alla seconda Commissione) e la composizione degli uffici di presidenza delle Commissioni, che d&rsquo;ora in poi saranno composte, oltre che dal presidente, da un solo vicepresidente e da un solo segretario in luogo dei due presenti in precedenza in questi organismi.<br /><br />&ldquo;Con l&rsquo;approvazione delle modifiche al regolamento interno del Consiglio regionale &ndash; ha affermato il presidente dell&rsquo;Assemblea, Piero Lacorazza – compiamo un altro passo in direzione della diminuzione dei costi di funzionamento di questa istituzione. Ma soprattutto, con la riduzione delle Commissioni da cinque a quattro, &egrave; possibile aumentare la funzionalit&agrave; e l&rsquo;efficienza del percorso legislativo e di programmazione&rdquo;. Lacorazza giudica inoltre positivamente &ldquo;la proposta avanzata ieri in Aula di assegnare la presidenza della Commissione bilancio e programmazione ad un esponente dell&rsquo;opposizione, nel quadro di un pi&ugrave; forte riconoscimento del ruolo di controllo che svolgono le opposizioni&rdquo;.&nbsp;

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